L’uomo sembra aver riscoperto la coscienza della fragilità della propria vita a causa del Coronavirus che in questi giorni sta letteralmente seminando il panico, non tutti però sanno che c’è stata un’epidemia durante il medioevo che ancora oggi non ha avuto una spiegazione ufficiale, rimanendo di fatto un segreto ancora ora: la malattia della sudore.

La malattia viene descritta, in riassunto, con queste parole dal medico John Caius:

“La malattia comincia molto improvvisamente, con un senso di apprensione, seguito da brividi freddi, a volte molto violenti, capogiri, mal di testa e dolori al collo, spalle e agli arti e spossatezza. Dopo la fase del freddo, che può durare da mezz’ora a tre ore, seguono la fase del caldo e del sudore. Il caratteristico sudore arriva all’improvviso, senza un sintomo preciso. Insieme ad esso, o dopo di questo, arrivano il mal di testa, delirio, tachicardia e una forte sete. Anche le palpitazioni e il dolore al cuore sono sintomi frequenti. Non sono state osservate eruzioni cutanee. Nella fase finale si sente un bisogno urgente di dormire e un’ulteriore stanchezza, ma la morte può pervenire dopo ore e ore di sofferenze”

La bella addormentata, di John Collier

Provocò tra il 1400 e il 1500 migliaia di vittime senza mai rivelarsi completamente agli occhi della scienza. Era un vero e proprio flagello senza scampo, sopratutto per persone ricche o appartenenti a un ceto sociale alto.

Questa particolarità fece molto riflettere su quali potessero essere le cause, in quanto, come nel caso della peste o altre epidemie, l’igiene non era messa molto in discussione dato che si dava per scontato il fatto che a “certi livelli” la società avesse usi e costumi più igienici sotto un certo punto di vista.

La caratteristica più infima della malattia del sudore era la tempistica con cui portava una persona a morire. Le prime 18 ore erano decisive, se riuscivi a sopravvivere avevi qualche possibilità in più, diversamente rientravi nella categoria delle persone morte in modo, quasi, fulmineo.

Dato che colpiva sopratutto giovani nobili venne soprannominata “Stop Gallant“, ovvero ferma galanti (i giovani).

Si pensa che la sua diffusione potè avvenire grazie alle battaglie combattute a quell’epoca, dove infettarsi con il nemico era facile tanto quanto sferrarsi un colpo di spada. Il virus sguazzava tra le persone mentre queste si uccidevano, una tragedia sulla tragedia in pratica.

L’ultima grande epidemia scoppiò in Ingilterra nel 1551, da quel momento in poi scomparve misteriosamente così come comparsa.

Una testimonianza davvero forte su come l’uomo non si differenzi molto da qualsiasi altro essere vivente. Mi viene da pensare infatti agli alberi di ulivo colpiti dalla Xylella, cosa cambia adesso tra loro e noi? Uno dei due non fa l’olio.

Il giorno in cui capiremo che l’armonia con la natura è più importante di quanto da questa possiamo usare, probabilmente troveremo una cura che va oltre ogni virus.

Fonte: Wikipedia