Essere una madre è il dono più grande che si possa ricevere su questa terra. La madre è inizio di tutto. Una delle poche cose che una madre non può creare però è la sensibilità altrui. Può allevarla ma non crearla. Per questo quando manca la sensibilità di rispettare ogni cosa che è madre, manca tutto, compresa la possibilità di capire perché siamo al mondo.

Uno strumento per onorare l’essere madre è lo sport. Il Mamanet è un ottimo esempio.

Per chi non lo conoscesse, il Mamanet è uno sport nato da meno di 20 anni che ha come obbiettivo l’inclusione delle mamme e la formazione di piccole comunità volte alla crescita di gruppo, obbiettivo quest’ultimo che accomuna tutti gli sport.

A vederlo così sembrerebbe un derivato della pallavolo e di fatto non si scosta troppo da essa. Le regole sono simili a quelle della pallavolo, cambia il fatto che sia molto più facile giocarci.

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Il Mamanet è accessibilità prima di tutto.

Non conta come ti vedi allo specchio, non conta quanto pensi di essere brava e non conta nemmeno il risultato finale, ciò che conta è la volontà di far parte di un gruppo basato non sul Buongiornissimo Kaffè ma su appuntamenti in campo, movimento, sorrisi e tempo trascorso assieme realmente e non virtualmente.

Mamanet, lo sport perfetto per mamme bisognose di energia positiva (senza troppo sforzo)
In rosso l’israeliana Ofra Abramovich assieme alle mamme della squadra salentina più forte, la Friends Team Lecce

Non c’è cosa più orribile che avere la coscienza della propria preziosità e allo stesso tempo di quanto ci si senta trascurate dalla società che ci circonda. Questa sensazione, purtroppo, per molte mamme è all’ordine del giorno. Donne che proteggono il cuore nobile avvolgendolo con un corpo disposto ad essere protezione contro qualsiasi cosa.

Il Mamanet è la risposta alla noia quotidiana, al fossilizzarsi di fronte a uno smartphone, a molto più di quanto ci si può aspettare da un semplice “gioco”.

Parlando di numeri è il terzo sport per numero di partecipanti in Israele, terra dove di fatto è nato. In Italia le giocatrici di Mamanet sono in costante aumento, segno di una partecipazione sempre più attiva e consapevole dei benefici.

Mamanet, lo sport perfetto per mamme bisognose di energia positiva (senza troppo sforzo)
La responsabile nazionale italiana Monica Zibellini in compagnia di Mattia

Giocare a Mamanet è semplice. Si riceve la palla e invece di palleggiare come a pallavolo, la si può afferrare e lanciare subito dopo. Vanno fatti massimo un tot di passaggi nella propria area poi bisogna concludere l’azione lanciando la palla nel campo avversario. Quando la palla cade a terra nell’area degli avversari, la squadra che l’ha tirata fa punto, semplice.

Questo sport non prevede una preparazione atletica particolare, possono farlo tutti. Se però vuoi vedere in cosa consiste l’allenamento di una squadra pronta a confrontarsi con altre squadre, ecco un video che mostra sostanzialmente un allenamento professionale di Mamanet.

Il Mamanet è la risposta femminile a tutto ciò che cerca di racchiudere la donna in pochi concetti, spesso anche privati di dignità. La creatrice è l’israeliana Ofra Abramovich.

Grazie al Mamanet anche il divertimento senza impegno diventa qualcosa di serio su cui vantarsi. Non conta essere campioni, conta voler fare squadra. La sua diffusione infatti è esule dai polveroni creati dai giornali. Si diffonde da se, in silenzio e senza troppo calcare sulla competizione.

Il Mamanet apre si una competizione, ma con se stesse. Entrare in campo vuol dire aver già vinto. Semplice e incredibile, come la sensibilità delle donne.

Info: mamanet.org.il / mamanetitalia.it

Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2022

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