Quello che stiamo vivendo in questi giorni, per ora, è nulla in confronto a ciò che colpì l’umanità nei primi del 900. Conosciuta come l’influenza spagnola, ad oggi si sa che fu la pandemia più devastante e mortale che l’uomo abbia mai conosciuto.

L’influenza spagnola era terribile perché in primis molto aggressiva e in più, al contrario del COVID-19, non tendeva ad essere mortale per soggetti deboli come gli anziani, preferiva mietere vittime tra persone che godevano di ottima salute e in special modo, quindi, di giovani.

Ad oggi non si conoscono in modo estremamente dettagliato i modi in cui agiva, si è notato però come la mortalità dell’influenza spagnola sembrava avere uno stretto rapporto con il sistema immunitario, provocando un eccesso di citochine (una reazione eccessiva del sistema immunitario) che portava il soggetto alla morte. Più eri debole, meno possibilità avevi di morire. Pazzesco.

Questo porta a riflettere sull’importanza di studiare questi virus nonostante la loro pericolosità, poiché per quanto soddisfacenti possano sembrarci le parole nulla valgono in confronto ai fatti, quindi meglio capire i fatti spendendo meno parole, cosa che solo la ricerca può aiutare a fare.

Famiglia sconosciuta di Dublin, in California.

Ai tempi, proprio come ad oggi, milioni di persone si trovarono sprovviste di mascherine ed era comunissimo vedere la gente per strada coprirsi la bocca con semplici tessuti che non aiutavano a sconfiggere la battaglia contro il virus.

Esistono libri, foto e testimonianze che raccontano quel periodo buio per l’umanità e con queste si è scoperto un particolare bizzarro: ci furono proprietari di gatti che fecero indossare la mascherina anche ai loro felini.

Gatti con la mascherina di protezione.

Ai tempi, proprio come oggi, si temeva che gli animali potessero prendere e trasmettere il virus, per questo si cercava di tutelarli al meglio. Ad onor del vero, alcuni studi stanno dimostrando che attualmente i gatti possono ammalarsi di COVID-19, almeno per quanto inerente ad un ambiente di laboratorio.

Le famiglie che testimoniano l’usanza di mettere la mascherina al gatto sono state fotografate prevalentemente in America ed alcuni sollevano il dubbio sulla veridicità dell’usanza in quanto, in piena pandemia, era probabilmente ritenuto inopportuno immortalare il proprio animale domestico senza protezione (proprio perché popolarmente ritenuto infettivo o esposto al virus).

Questo ci insegna che i tempi sono cambiati su questo aspetto, almeno per quanto riguarda il senso di responsabilità di fronte ad un obbiettivo fotografico, mentre prima si andava in panico a farsi vedere senza protezione, oggi gli esempi di persone che si fanno un selfie mentre non rispettano le regole abbondano.

Ad oggi, se proprio volete dar sfogo al connubio mascherina-gatto, sappiate che potete trovare delle mascherine con dei gatti stampati sopra. Lavabili e riutilizzabili, come quelle che seguono ad esempio:

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.