Un modo per non impazzire in questa quarantena è tenere la mente occupata.

In realtà è un modo per non impazzire nella vita in generale. Per farlo non basta stare seduti sul divano ed affossarsi guardando la tv, bisogna fare di più, bisogna usare le mani ed usare il cervello nello stesso tempo.

Creare qualcosa di artigianale, che sia un oggetto o una piccola opera d’arte, è la soluzione sicuramente più salutare in quanto, ad esclusione dell’attività fisica, non ti porterà a cucinare chili di roba che andrà a depositarsi dritta nel corpo cambiando nome, da “cibo” a “grasso”.

Una studentessa islandese ha pensato bene di trasformare la passione di una vita in qualcosa di più. Si chiama Ýrúrarí e sin da piccola ha imparato ad amare l’arte dei lavori a maglia. Oggi, in quarantena, ha deciso di unire l’utile al dilettevole creando delle mascherine facciali, per proteggersi dal Coronavirus, che rappresentassero la sua creatività ed allo stesso tempo trasformassero l’impatto che fa vedere una persona con una mascherina facciale.

L’idea è perfetta in quanto, a vedere le creazioni di Ýrúrarí, se uno vedesse in giro per strada una ragazza con una mascherina simile, o pensa che sia arrivata davvero la fine del mondo come in The Walking Dead, oppure, molto più probabilmente, si farà una risata divertita.

Per realizzare una mascherina facciale simile ci vogliono ore di lavoro, Ýrúrarí ha dichiarato che lavorare a maglia in questo periodo è un supporto fondamentale per lei nel riuscire a mantenere distanti stress e brutti pensieri. Le basta lavorare a maglia e guardare una serie televisiva poco impegnativa per stare in paradiso.

Se ci vuoi provare anche tu e a casa hai già una tv, sappi che su Amazon trovi dei set pronti per iniziare ad addentrarsi in questo mondo sempre più dimenticato.

Per scoprire le altre opere di Ýrúrarí, seguila su Instagram.

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.