Avete presente la differenza di sapore tra un hamburger preso in un qualsiasi fast food e il sapore di carne a km0 cotta alla brace? Bene, nella musica funziona nel medesimo modo: se ti abitui ad ascoltare troppa commerciale dimentichi il sapore vero delle cose, quel sapore che abita all’infuori della logica del guadagno, il classico sapore di una cosa creata per un bisogno dell’anima e non delle tasche.


Siamo circondati da artisti che meriterebbero di più, il problema vero è che anche ascoltando un po di scena underground, non è facile emergere dalla melma prodotta per sfondare in un mondo che senza denaro si muove come una prostituta senza voglia di andare a letto.

Nella vita però ho avuto la fortuna di conoscere Maut (che a dir la verità è stato anche mezzo parente per un periodo). Si, se lo stai pensando questa è una specie di marchetta che faccio per una persona che stimo, l’artista italiano hip hop più sottovalutato di sempre.

Non sto qui ad elencarvi la biografia di Maut, all’anagrafe Marco Mautone, anche perché vi basterà leggere qualche sua intervista per farvi un’idea di chi sia. Vi parlerò di ciò che so io di lui.



Maut è un artista indipendente dai lustri del successo. Non posta di continuo la sua roba chiedendo di condividerla per poi dare la colpa a chi non condivide per il suo insuccesso nelle classifiche. Maut è maturo artisticamente parlando, l’hip hop è il suo linguaggio non solo la sua lingua.

I giochi di parole che nascono dai suoi testi sono la rappresentazione perfetta di quanto giocare con la musica venga prima di sognare con la stessa. Maut non aspetta il successo per sognare con la musica, Maut ha già successo, tra coloro che con la musica escono dagli incubi cercando un sogno da afferrare.

È uno di quegli artisti che ricordi con un cd acquistato direttamente via web e conservato in vetrina, non lo ricordi per la quantità di zeri accanto al suo nome, che siano visualizzazioni o persone.

No titolo di studio
io stavo sempre in studio
magari il prossimo disco lo intitolo “di studio”

La carneficina della scena commerciale hip hop porta a sopravvivere artisticamente solo chi è in vetta, tutto il resto è sopravvivenza a botta di beat e heater alla quale dar soddisfazione per esistere

Le collaborazioni prestigiose non mancano, anzi, a dire il vero se posso dire di aver conosciuto molti artisti hip hop romani lo devo a Maut. Gli è bastato portarmi con lui ad un evento che si chiama “21 ore troppo più estreme”.

Quell’evento mi è servito molto per capire l’anima artistica di Marco. Seduto in mezzo alla scena, restava se stesso senza voler scalare mura fatte di egocentrismo per la sola promessa che dall’altra parte splende il successo. Questo è ciò che per me diventa un requisito fondamentale per la credibilità di un artista hip hop.

Non smette mai di produrre Maut, proprio da qualche mese è uscito il suo ultimo singolo “Nessuna come te

Per chi come me sa ascoltare oltre a ciò che chi hai di fronte è convinto di dirti, a questo punto sa che basterà un link per approfondire il discorso, così che Maut e la sua musica possano cominciare a vibrare ol3 alla membrana di una cassa.

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