Nel web attualmente siamo bombardati da una miriade di “metodi” per migliorare se stessi: yoga, meditazione, perdono a tutti, mantra del tipo “sii sempre gentile”, e ovviamente consigli per performare meglio.
Ma siamo sicuri che questo marasma di perfezione ostentata ci stia aiutando?
Ilaria Albano, psicologa e divulgatrice, ci dice di no, e propone una soluzione sorprendente e beatamente controcorrente: la Scortesia.
Albano non parla di diventare persone maleducate o irrispettose, anzi, parla di abbracciare una filosofia più autentica e meno asfissiante. Nel suo libro Il Metodo Scortese, la psicologia viene spogliata di inutili orpelli per affrontare i veri problemi della vita quotidiana. Scopriamo insieme di cosa si tratta e quali tematiche tocca il metodo Scortese.

Scortesia, che cos’è davvero?
La scortesia, secondo Albano, è il coraggio di essere autentici. È dire “no” quando necessario, smettere di inseguire la felicità preconfezionata e accettare che la vita non deve per forza essere un perpetuo sorriso perfetto per essere postato su Instagram. Essere scortesi significa mettere in dubbio i luoghi comuni, ascoltare i propri bisogni, anche a costo di sembrare “scomodi”. È una ribellione dolce ma potente, contro il mantra del “sii sempre gentile”.
Il mito della perfezione: una gabbia dorata
Siamo cresciuti con l’idea che per stare bene dobbiamo fare tutto “nel modo giusto”. Dobbiamo essere felici, performanti, realizzati, sempre in equilibrio. Questa ossessione per la perfezione è un inganno: ci trasforma in robot alla ricerca di approvazione esterna e ci allontana da ciò che realmente siamo.
Spoiler: non c’è nulla di male nel sentirsi a pezzi ogni tanto. Non dobbiamo essere felici 24/7. Non dobbiamo per forza perdonare chi ci ha fatto del male. E, soprattutto, non dobbiamo reprimere emozioni come rabbia o tristezza, che invece hanno una funzione importante nel nostro benessere psicologico.
Accettare le nostre imperfezioni
Nel libro, Albano invita il lettore a un esercizio di autenticità: accettare il caos interiore senza giudizio. La mente umana non è una macchina perfetta, anzi, spesso fa errori producendo pensieri assurdi (o inutili). Ma questi pensieri non ci definiscono. Non siamo il nostro cervello, e tantomeno siamo obbligati a obbedirgli.

Un esempio illuminante? Gli stereotipi e i pregiudizi. Sono comode scorciatoie che il nostro cervello utilizza per risparmiare energia, ma spesso ci portano fuori strada. Per Albano, essere scortesi significa anche sfidare questi automatismi mentali, mettere in dubbio le etichette che ci appiccichiamo da soli o che ci affibbiano gli altri.
Valori e obiettivi: trovare la nostra direzione
Uno dei passaggi chiave del Metodo Scortese è distinguere tra valori e obiettivi. I valori sono le nostre bussole personali, ciò che davvero conta per noi. Gli obiettivi, invece, sono i traguardi pratici che scegliamo per esprimerli ed esprimerci come persone. Spesso, però, ci incaponiamo a perseguire obiettivi che non ci appartengono, solo perché sono socialmente approvati. Il risultato? Frustrazione e senso di inadeguatezza.
Albano ci invita a fare chiarezza sui nostri valori autentici. Non importa se non coincidono con quelli della società.
Se ami la libertà, non sentirti in colpa per non voler diventare genitore. Se il tuo valore è l’amore per lo sport, puoi coltivarlo anche senza diventare un atleta professionista. Essere fedeli ai propri valori è il vero successo.

La felicità? Non sempre necessaria
Il Metodo Scortese smonta il mito della felicità obbligatoria. Albano ci ricorda che la felicità è solo una delle tante emozioni che attraversano la nostra vita. Non possiamo essere felici sempre, e non c’è nulla di sbagliato in questo. Accettare anche le emozioni scomode, come la tristezza o la paura, ci rende più umani e meno schiavi del perfezionismo. La libertà è sempre sinonimo di scelta ed essa è assai più ricca quando include più opzioni.
Esercizi di scortesia
Il libro propone anche esercizi pratici per mettere in atto la filosofia scortese. Uno di questi è il “viaggio nel futuro”. Immagina di essere al tuo ultimo compleanno, circondato dalle persone che ti conoscono meglio. Che tipo di persona vorresti che descrivessero? Le risposte ti aiuteranno a individuare i tuoi veri valori.
Un altro esercizio ideato da Ilaria Albano invita a identificare i pensieri rigidi o negativi che affollano la tua mente e a cercare prove contrarie per ribaltarli. Ad esempio, se pensi di “non essere portato per studiare”, prova a ricordare un momento in cui hai imparato qualcosa con successo. Sembrano banalità ma a volte abbiamo bisogno proprio di ciò: riflessioni e risposte semplici a problemi che abbiamo reso complessi.

Conclusione: la libertà di essere scortesi
Il Metodo Scortese non è una ricetta magica per diventare perfetti (spoiler: non esiste la perfezione). È una guida per navigare nel caos della vita con più consapevolezza e meno pressioni. Albano ci insegna che non dobbiamo cambiare per piacere agli altri o per rispettare standard irrealistici. Possiamo essere incoerenti, sbagliare, cambiare idea, e va bene così. La fragilità dell’essere umano è anche questa. Se oggi hai un’idea e domani, a causa di un’esperienza, questa idea muta è normale che sia così. L’assolutismo come termine e comportamento da evitare sempre.
Quindi, la prossima volta che ti sentirai inadeguato perché non sei “abbastanza” felice, produttivo o gentile, ricorda: essere scortesi potrebbe essere il primo passo verso la vera libertà.
Fonte: Amazon


















