Quante volte avete letto di persone che a seguito di un lutto in famiglia appena avvenuto, scrivevano sui social frasi del tipo “Vorrei fossi ancora qui con me…“. Sappiate che esiste un’isola dove questo desiderio è realtà.

L’isola di Sulawesi, in Indonesia.

Conosciuta nel mondo come un’isola bellissima, dove godere dello splendido mare e dell’incantevole barriera corallina, non tutti sanno che gli abitanti di quest’isola praticano una tradizione molti sinistra per la maggior parte della popolazione mondiale: conservare i cadaveri in casa.

No, non sono folli, qui in occidente capita anche di peggio, come “conservare” un parente in casa solo per goderne della pensione, che vista da un’ottica di affetto e morale potrebbe essere anche peggio dell’usanza deli amici Indonesiani.

Gli abitanti credono che finché il parente resta in casa e vive con loro, di fatto non è ancora morto

Per questo motivo ne conservano le spoglie come meglio possono. Avvolgendo i corpi in tessuti e preservandoli per quanto possibile dagli agenti esterni. Non hanno paura dei morti in quanto la reverenza e il rispetto per la loro “vita” è più forte della paura di ciò che possano essere diventati dopo morti.

Le famiglie più abbienti riescono a conservare il cadavere del parente anche per un anno o più, grazie alle ovvie possibilità economiche che permettono, ad esempio, di avere una casa abbastanza ampia da poter dedicare una stanza all’ospite trapassato. Le famiglie più povere si limitano a qualche settimana.

Per rispettarne la “presenza”, il parente viene considerato in ogni cosa. Di notte, ad esempio, si lascia la luce accesa nella stanza del defunto e si prega per lui. Lo stesso vale per le razioni di cibo donate sempre al defunto.

Solo dopo diversi mesi si organizza il funerale vero e proprio che necessiterà del sacrificio di un bue per rispettare l’usanza e il credo che detta come un bue possa accompagnare l’anima nel regno dei morti più velocemente, evitando che resti in bilico tra i due mondi.

Concetti strani ma da rispettare

Il funerale non è però la fine di tutta la procedura funebre. È usanza tirare fuori i morti da dentro i loculi, per un secondo funerale che avverrà solitamente dopo qualche anno. Questo macabro tuffo nel passato serve a onorare sempre il defunto che viene nuovamente vestito con vestiti puliti e fatto rientrare in casa dove riceverà l’affetto di tutti i parenti, inclusi quelli che non lo hanno conosciuto da vivo.

In un mondo dove la follia è moda, indagare quelle che si considerano pazzie altrui aiuta a capire di cosa vestirsi, se di superficiale giudizio o di riflessione e ascolto. La vera follia è considerarsi normali. Condividi il Tweet
Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.