Sembra una barzelletta, un racconto di tra fantasy e horror, una leggenda metropolitana, sembra tutto quindi tranne che una storia vera, eppure è successo veramente.

In Brasile un uomo si è presentato al suo funerale da vivo

Il bello è che è dovuto arrivare a questo gesto proprio per dimostrare che era vivo, poiché con una semplice telefonata non era riuscito a farsi credere. Ma partiamo dall’inizio per capire come è potuto avvenire qualcosa di così assurdo.

Siamo in Brasile, per la precisione nella città di Alagoinhas, vicino Salvador. In una splendente giornata di sole dei sicari decidono di fare il loro lavoro come ogni giorno: uccidere su commissione. L’obbiettivo di quel giorno era un uomo che lavorava presso un autolavaggio. Statura media, carnagione scura e fisico esile. Preparato il piano d’attacco, i sicari si avvicinano all’uomo mentre si allontana dall’autolavaggio e lo freddano con diversi colpi di pistola. Un semplice omicidio di quelli che avvengono quando vivi in delle terre sotto il controllo criminale.

Fino a qui, tutto normale, o quasi.

Alcuni passanti identificano l’uomo ucciso e ne chiamano il fratello. Questo una volta arrivato sul posto ha appurato l’identità del morto, riconoscendo suo fratello. Da li parte tutto l’iter per il funerale. Il corpo viene portato in obitorio e la famiglia viene invitata per la veglia funebre.

Il problema è che l’uomo morto non è quello che la famiglia crede, ma un sosia.

morto si presenta al suo funerale da vivo Gilberto Araújo
Gilberto Araújo, da vivo, a destra.

Quando un amico di Gilberto Araújo, il protagonista vivo di questa vicenda, ha saputo che al cimitero stavano piangendo per il funerale di Gilberto, questo ha comunicato la notizia al vero Gilberto dicendogli semplicemente al telefono «ehi, guarda che ti stanno piangendo al cimitero in questo momento».

Gilberto per prima cosa ha chiamato la famiglia dicendogli che era vivo, ma nessuno ha creduto a quella voce al telefono. Si pensava fosse stato uno scherzo di cattivissimo gusto, così dopo vari tentativi rifiutano direttamente le chiamate in quanto arrivano si dal cellulare del presunto morto, ma il morto, per i familiari, in quel momento stava giacendo nella bara di fronte ai loro occhi. Non c’era una spiegazione logica, quindi era uno scherzo secondo loro.

Alla fine per sciogliere qualsiasi dubbio sulla vicenda, Gilberto Araújo si è presentato al suo funerale.

«Sono io, pizzicatemi se non ci credete»

Tutto si è risolto così, con una scena che sembra arrivare da più di 2000 anni fa, (sempre se non si dimostra vera la teoria che morì in Giappone) quando un’altro creduto morto si presentò dagli amici chiedendo un dito nel costato, antenato del pizzicotto moderno.

L’uomo nella bara è stato poi identificato essere un uomo che, come Gilberto Araújo, lavorava ad un autolavaggio della zona ed era tremendamente simile a lui. Che storia.

In Brasile un uomo "morto" si è presentato al suo funerale, vivo