Vi è mai capitato di restare in bagno dopo la doccia, fermi di fronte allo specchio per diversi minuti, a fissarvi? Se vi è capitato potreste aver dato inizio a quella che poteva essere la vostra esperienza con l’effetto Troxler.

Se non lo avete mai fatto ecco un modo perfetto per provare l’esperienza, paurosa se non si è pronti, dell’effetto Troxler, conosciuto da molti come “i mostri allo specchio”.

Per provare l’effetto Troxler avete bisogno solo di uno specchio e una stanza poco illuminata.

La vostra missione sarà sostanzialmente quella di mandare in confusione il cervello rendendo poco chiari i contorni del viso. Per farlo avete bisogno di una stanza appena illuminata, meglio se con una lampadina di massimo 25W di potenza, diversamente potete semplicemente accendere una classica lampada da comodino.

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Mettete la lampada alle vostra spalle, poi piazzatevi di fronte a uno specchio mantenendo una distanza dallo stesso di 40 centimetri circa. La situazione sarà quindi specchio, voi a 40 centimetri e alle vostre spalle a una distanza di almeno un metro e mezzo, la luce.

effetto troxler mostri allo specchio

Adesso rivolgendovi verso lo specchio restate immobili e cominciate a fissarvi.

Il trucco sta nel rilassarsi riuscendo a estraniarsi dalla situazione, in questo modo aiutiamo il nostro cervello a dissociarsi dalla situazione reale, innescando una sorta di dissociazione vera e propria.

Dopo circa due minuti di fronte allo specchio passati a fissarvi noterete come la figura che vedete comincia a non essere più riconoscibile. Questo esperimento, condotto da Giovanni Caputo, scienziato italiano, ha dimostrato come dopo poco tempo si comincino a vedere allo specchio delle strane figure. Visi che si rendono a volte poco riconoscibili, a volte semplicemente alterati, altre invece si possono avere delle vere e proprie visioni vedendo apparire volti di persone defunte.

L’esperimento condotto dal dott.Caputo ha dato una spiegazione a questo fenomeno capace di aprire un nuovo mondo sulla percezione del nostro cervello che, fissandosi su un punto del viso (quando ci si fissa allo specchio), è come se confondesse tutti gli altri punti del viso, adattandoli a quella che per lui è una vera e propria visione. Si perché se c’è una cosa che il nostro cervello fa molto velocemente è riconoscere i visi in ciò che vede. Questo fenomeno è conosciuto anche come Pareidolia, ricordate quando vi ho fatto vedere le classiche immagini che una persona amante della Pareidolia può godersi?

Lo studio di Caputo ha inoltre dimostrato come le persone particolarmente depresse siano meno portate a questo tipo di esperienza, ipotizzandone la causa nelle emozioni mozzate proprio dalla depressione stessa.

Se vuoi vedere i mostri allo specchio, senza uso di droghe o sostanze alteranti, ecco come fare grazie agli studi di Giovanni Caputo. Per approfondire nei particolari e nei risultati, gli studi di Giovanni Caputo sono stati pubblicati interamente e sono consultabili gratuitamente. Che storia.

Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2022

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