No, non era una scena splatter degna di un film horror, era molto più cruenta la situazione nel 1780 quando bisognava far nascere un bambino e di parto cesareo nemmeno se ne parlava ancora.

I bambini vengono fuori da un solo posto. Ma cosa succedeva prima della scoperta del parto cesareo quando un bambino aveva problemi a nascere? Bisognava riuscire a farlo uscire, in tutti i modi, compreso quello di “allargare l’uscita manualmente”.

Questa operazione in chirurgia è conosciuta come SINFISIOTOMIA e al momento non è più usata nella maggior parte degli ospedali nel mondo, ad esclusione dei centri o degli ambulatori dove per una situazione di povertà estrema rimane l’unico estremo rimedio.

L’operazione allargava letteralmente l’uscita tagliando il corpo, per l’esattezza la sinfisiotomia consiste nella divisione della sinfisi pubica per ovviare alla ristrettezza del bacino.

Un’operazione simile doveva essere compiuta con una velocità spaventosa per cercare di arginare eventuali pericoli e dissanguamenti.

Lo strumento originale creato nel 1780, di fatto l’antenato della motosega.

Ecco perché due medici nel 1780 inventarono quella che in futuro diventerà la motosega.

Non aveva un motore e veniva azionata a mano attraverso il pulsante in alto. In pratica si avvicinava alla parete da tagliare e si faceva girare la lama velocemente così da effettuare un taglio in fretta, senza rischiare di perdere tempo con un’operazione diversa.

In futuro questo strumento, visto che non è più necessario con l’arrivo della tecnica del parto cesareo, venne letteralmente abbandonato dalla medicina e adottato da settori diversi che ne presero il principio per costruire le prime motoseghe per il legno.

Fonte: businessinsider.com