Ti è mai capitato di voler arricchire un piatto di spaghetti con polvere di mummia? Se la risposta è no, probabilmente devi la tua repulsione al fatto che non sei nato in età vittoriana, in Europa. Diversamente la tua risposta sarebbe stata del tutto diversa: la bramosia di poter assaporare una mummia avrebbe coperto ogni altro freno inibitorio.
Si, nell’età vittoriana in Europa la ricerca di polvere di mummia da mangiare era più che attiva.

Mangiare polvere di mummia non era uno sfizio come avere i denti neri o bere un whisky con un dito di mummia immerso, bensì era ritenuta una valevole cura per diversi tipi di malattie: dalla semplice emicrania alle malattie della pelle. Questa convinzione però non era un refuso di cannibalismo proveniente da tempi ben più remoti.
La gente mangiava le mummie a causa di un errore di traduzione dai testi antichi.
Un semplice errore di traduzione ha dato vita a un mercato di polvere di mummia talmente fremente da ridurne il numero in modo considerevole e irreparabile. Quando gli europei arrivarono in Egitto e nazioni limitrofe, cercarono di apprendere quanto più possibile dalla cultura locale. Proprio in questa fase di esplorazione scientifica, ci si ritrovò di fronte a testi antichi che narravano di sostanze e modi per curare le più svariate malattie. Tra questi testi spiccava spesso la parola “Mumia”.

Fu a quel punto che i ricercatori pensarono si riferisse proprio alla mummia. Di fatto però la “Mumia” è una sostanza che si trovava sul versante di una montagna persiana e cresceva su uno strato di roccia denso e nero, a tal punto da sembrare catrame. Di fatto alcune mummie furono imbalsamate usando anche il catrame, per questo motivo i ricercatori furono convinti del fatto che il termine “Mumia” si riferisse proprio alla mummia.
Questo errore di traduzione portò le persone a credere che la polvere di mummia fosse curativa. Da qui il caos. Data la domanda esagerata, l’offerta non poteva essere da meno. Ecco che ladri e speculatori si ingegnarono subito per procurarsi delle finte mummie, così da avere materiale da vendere a caro prezzo (un po come si fece con le ossa di alcuni martiri Cristiani). Le mummie “originali” vennero fatte sparire in pochissimo tempo.

Corpi di cadaveri di poveri malcapitati venivano rubati e “lavorati” affinché si trasformassero in mummie. Probabilmente qualcuno si salvò dall’essere rubato una volta defunto grazie alla pistola da bara.
Una volta saccheggiati i cadaveri venivano addobbati come mummie (usando anche sale e spezie per condirli) e fatti cuocere in forni. Essiccati come una carne di maiale qualsiasi, la polvere di questi cadaveri veniva poi spacciata come polvere di mummia, venendo così venduta a prezzi esorbitanti vista la domanda del periodo per questo “prodotto”.
La credenza che mangiare le mummie fosse salutare vide il suo declino grazie a un’altra credenza: le mummie potevano maledirti. Celebre la maledizione di Tutankhamon, che fu importante per la fine di questa singolare e disgustosa tendenza.
E se la tendenza di mangiare la polvere di mummia altro non fosse che un fenomeno di Geofagia applicato alle mummie?
Fonte: nationalgeographic.it



















