Quando arriva un bambino in casa la paura più grande dei genitori, oltre al suo stato di salute, sono le notti insonni a causa dei pianti.

Si sa che i neonati possono piangere essenzialmente per due cause principali, disturbi o fame. Quando un neonato piange di notte quindi l’unico modo per fermare il pianto è che la mamma si svegli e lo allatti, così che possa ricominciare, una volta fatto il ruttino, a dormire in pace e lasciare che la mamma faccia lo stesso.

Uno studio dell’Università di Oxford ha fatto una scoperta davvero interessante.

I bambini piangono, anche, per ritardare la nascita di un eventuale fratellino.

Ma come funziona questa loro tattica? Tutto si basa, secondo i ricercatori, sulla infertilità postpartum. Non tutti sanno che la natura ha programmato la donna in modo che finché allatta il bambino non risulti fertile, questo avviene per una questione evolutiva in quanto una donna che dopo aver partorito un bambino, dovesse da subito partorirne un’altro, non dedicherebbe le “giuste” attenzioni al primo.

I neonati salvaguardano le attenzioni della madre “vietandogli” di avere altri bambini finché allattano.

In questo modo è facile capire come, nell’attimo in cui per natura i genitori potrebbero avere l’idea di procreare, il neonato intervenga vietando questo gesto semplicemente richiamando le attenzioni verso di se e richiedendo di essere allattato, quindi di conseguenza allungando il periodo della infertilità postpartum.

Solitamente questo periodo in natura dura in media 6 mesi, anche se in alcuni casi può durare addirittura anche due anni, tutto dipende dal tempo in cui il bambino allatta.

Finché il bambino si attacca al seno, tecnicamente il padre si attacca da un’altra parte.

Ecco come la natura garantisce in modo davvero sorprendente la sopravvivenza e la totale dedizione della mamma verso il neonato.

Se volete quindi copulare, assicuratevi che il frutto della procreazione che avete in casa sia distratto, sazio e che stia dormendo…auguri.