Nonostante abbiamo un mondo a disposizione, praticare attività in un’ambiente chiuso è cosa comune. La palestra è per tutti il luogo dove è giusto allenarsi, poiché comodo e completo di strumenti di ogni genere. Nonostante possa sembrare un comportamento senza senso, passare delle ore a correre su un tapis roulant rimanendo di fatto fermi in un posto, è una cosa normale.
La palestra come la conosciamo oggi nasce per esigenze mediche in primis, poi diventa solo dopo uno spazio dove fare attività fisica a pagamento.
Ma cosa spinge le persone ad andare in palestra e non allenarsi in spazi aperti?
La sicurezza di un luogo controllato. La comodità di un luogo coperto e mantenuto igienicamente e climaticamente adatto allo scopo. Il fatto che si paghi una retta mensile e quindi la volontà di no sprecarla. Le persone che si incontrano e quelle che amiamo che ci guardino.

Di fatto però fare sport all’aperto e in compagnia del mondo è un’opzione che sembra portare più benefici, i primi senza dubbio economici. Dalla Svezia arriva un’idea che è la rappresentazione di ciò che in molte persone hanno fatto fino ad ora senza preoccuparsi di dare una definizione:
Correre e raccogliere spazzatura allo stesso tempo, si chiama Plogging.
Un ambientalista entusiasta di nome Erik Ahlström ha deciso di unire le sue corse mattutine alla raccolta dei rifiuti. Stanco di tutta la spazzatura trovata nei luoghi pubblici, un giorno si è detto: “Perché non trasformare questo problema in uno scopo?“
Così è iniziato il movimento del Plogging, che oggi conta milioni di simpatizzanti fortunatamente. Erik ha persino creato un sito web in modo da poter diffondere il suo messaggio e invitare tutti a unirsi a lui nella corsa per terreni più verdi. Questa piccola idea si è rapidamente trasformata in un fenomeno globale, trovando riscontro nelle persone che apprezzano il fitness sostenibile e si preoccupano per l’ambiente.

Oggi il plogging è diventato un esempio lampante di come piccole azioni costanti possano trasformarsi in cambiamenti significativi.
La cosa interessante è che fare Plogging con molta probabilità ti aiuta ad ottenere risultati in termini di esercizio fisico maggiori rispetto al tempo trascorso in palestra. Un po come gareggiare con la moglie in spalla.
Fare jogging brucia già calorie, ma il Plogging ti fa passare al livello successivo. Con tutti gli squat, gli affondi e le flessioni che farai mentre raccogli i rifiuti, impegnerai gambe, cuore e braccia per un vero allenamento completo. In media, il Plogging brucia circa 288 calorie in soli 30 minuti, rispetto alle 108 calorie bruciate in mezz’ora di sollevamento pesi generale. A questo si aggiunge la scarica di endorfine nel sapere che stai lasciando il mondo più pulito di come lo hai trovato.

Se proprio si cerca un motivo più convincente per non rinnovare l’abbonamento in palestra dedicandosi alla corsa all’aria aperta con raccolta di rifiuti allegata, vi è una questione di appagamento social. Postare sui social immagini della spazzatura raccolta porta like e attenzioni, è indubbio. Le buone azioni richiamano sempre buone reazioni.
Se il tuo obbiettivo è ottenere attenzioni, immagina di unire un bel selfie esibizionista a un contenuto ecologista. Il trigger totale.




















