La paura del buio è una delle paure più diffuse poiché tutti temiamo ci manchi la luce. Sembra un paragone frivolo ed invece è un invito a riflettere su cosa sia precisamente la paura del buio, così da saperla affrontare e risolvere.
Cos’è la paura del buio?
Come tutte le paure, anche quella del buio nasce da una necessità non disponibile in un determinato momento. Nella vita in generale abbiamo paura di ciò che non conosciamo, per questo il nostro cervello sceglie sempre la strada più sicura allontanandoci da una situazione all’apparenza pericolosa o semplicemente sconosciuta.

L’ignoranza genera paura, per questo le persone meno acculturate o semplicemente inclini a non usare il cervello sono facilmente convincibili di essere in pericolo per poi diventare gestibili proprio attraverso le paure. Chi esercita il potere politico conosce molto bene questo concetto, per questo spesso il dialogo verte su argomenti presentati come pericolosi per tutti e non per il singolo caso.
Conoscere è l’unica strada per non aver paura. Conoscersi è la soluzione definitiva alle paure.
La dottoressa e psicologa Melissa Norberg disegna un quadro chiaro della paura del buio, con l’augurio che sia chiara anche la strada per uscirne (qualora la paura non fosse un vero e proprio trauma).
“Le persone trovano il buio spaventoso perché rimuove uno dei nostri sensi. Aggiunge incertezza a una situazione e molte persone trovano scomodo affrontare l’incertezza.”

In passato, quando la vista ci aiutava a evitare predatori, disastri naturali e attacchi da parte di altre persone, avrebbe avuto senso sentirsi più a nostro agio alla luce. Oggi, al buio, la vita è pericolosa esattamente come alla luce del sole, diversamente i fatti di cronaca avverrebbero solo di notte.
“In alcuni paesi, dove è comune che i bambini dormano da soli, il buio può anche essere collegato a sentimenti di separazione. L’associazione dell’essere soli con l’essere al buio può portare i bambini a pensare che il problema sia l’oscurità”.
E ancora…
“La rimozione della vista rende più facile immaginare le cose. Quindi, quando cala la notte o entriamo in una stanza buia, la nostra mente potrebbe iniziare immediatamente a immaginare cose che non immaginavamo qualche minuto prima.”
Quelle cose che ti vengono in mente nel cuore della notte di solito non sono pensieri felici. Il cinema e l’offerta di intrattenimento video non aiuta in questo senso dato l’associare sempre il buio al pericolo (mai visto un horror svolto solo di giorno?).
“Storie, programmi TV e film trasmettono regolarmente messaggi secondo cui il male colpisce le persone di notte, quando è buio. Ci viene detto che mostri, fantasmi, criminali e animali si nascondono nell’oscurità, in attesa di prenderci. Impariamo ad associare questi pensieri che provocano ansia all’oscurità fin da piccoli”.

Affrontare la paura del buio è possibile
Ci aiuta la razionalità. Nonostante possa sembrare impossibile essere razionali in alcuni momenti, la paura del buio (come tutte le paure) va affrontata passo passo. Un inizio può essere quello di scegliere una stanza in casa e provare a restarci dentro al buio per un tempo breve, scelto da noi. Non è una sfida, dovrebbe essere qualcosa di molto graduale.
Constatare che la stanza sia vuota con la luce accesa per poi spegnerla e restare calmi può essere un inizio. Piccoli passi. Il cervello una volta appurata l’assenza di pericoli comincerà lentamente ad accettare il fatto che la mancanza di luce non è un pericolo per antonomasia.
La dottoressa Melissa conclude suggerendo tre domande da farsi davvero interessanti:
“Questo atteggiamento (affrontare le paure ad un passo alla volta) aiuta le persone a concentrarsi su ciò che devono imparare durante la terapia dell’esposizione, ovvero:
1) i risultati temuti non si verificano quasi mai;
2) quando si verificano, non sono quasi mai così gravi come ci aspettavamo;
3) quando si verificano, possiamo affrontarli”.
Buona fortuna nel superare le vostre paure.


















