Un caso molto curioso che dimostra la potenza dell’analfabetismo funzionale applicato invece a delle menti che funzionano molto bene, è quello accaduto il 15 ottobre 2016.


Siamo su Facebook ed è il periodo in cui, oltre al social blu, il panorama IT offre poche alternative per utenti medi.

Il social quindi è pieno di persone con un’immensa voglia di interagire e sopratutto con un’immensa ignoranza nel capire come funziona un social e come non cascare nelle manipolazioni altrui.

Il 15 ottobre 2016 un utente Facebook S’abonner posta sul suo profilo l’immagine di una donna piangente e disperata che abbraccia un uomo pelato sdraiato su un letto.



L’immagine era accompagnata da una didascalia che diceva testualmente:

“Mio fratello sta morendo in ospedale perché ha il cancro. Se non ti vergogni di lui, assicurati di commentare “Amen” e metti un like qui sotto”

pelato di Brazzers Amen
Uno screenshot del post su Facebook

Da subito si percepisce la futilità del messaggio di per sé. A cosa servirebbe e come aiuterebbe concretamente un amen virtuale? A nulla. Poco conta l’utilità del gesto, l’importante per molti sarà partecipare, sentirsi parte di qualcosa anche se futile o inesistente.

L’analfabeta funzionale è anche questo: colui che sa leggere e scrivere convinto di saper sfruttare al meglio le sue potenzialità.

L’immagine ovviamente era un fake e anche dei peggiori, sopratutto se si considera l’opinione di coloro che hanno scritto Amen. Infatti il soggetto nella foto è colui che anni dopo sarà conosciuto da tutti come “il pelato di Brazzers”, il secondo attore porno più conosciuto dopo il nostro Rocco Siffredi.

Si chiama Jonnhy Sins e la sua faccia (e non solo) ha fatto fortuna grazie a una delle case pornografiche più conosciute al mondo per la qualità dei suoi video e degli attori impiegati: Brazzers.

pelato di Brazzers Amen
Jhonny Sins, conosciuto come il pelato di Brazzers, nei panni di un sacerdote in uno dei suoi film

Basterebbe uno sguardo veloce all’immagine per capire che i colori, la definizione e l’impostazione dell’inquadratura appartengono a un filmato ripreso professionalmente. Qualcosa di molto lontano dalla resa di un semplice scatto fotografico.

Ma perché migliaia di persone non hanno notato una cosa del genere?

L’ignoranza è un motivo di vergogna solo quando isola. Grazie ai social che hanno annientato anni di isolamento per gli ignoranti, ognuno può esprimere la propria opinione in modo sconsiderato e senza impegno. Questa libertà di espressione senza regole ha portato gli ignoranti a non sentirsi più isole ma dei veri e propri continenti, composti appunto da migliaia di isole. Ecco perché ad oggi è difficile combattere l’ignoranza sui social, le isole sono diventate chi usa l’intelletto, chi si informa o chi ha sempre fame di curiosità ed umiltà. I social, che sono e rimangono comunque aziende private dedite al profitto, promuovono ciò che li alimenta. Se una persona intelligente ascolta prima di parlare e si esprime con un solo messaggio, una ignorante scrive prima, scrive dopo e scrive ancora fino a che non viene lasciata perdere. In questo modo usa molto di più lo strumento social, perché mai questo dovrebbe isolare l’ignoranza che alimenta tutto questo? L’unico limite per i social non è la decenza ma il guadagno, ecco perché ci siamo ritrovati in questa situazione.

Fortunatamente i social sono solo una fetta del web, esistono anche i troll, ovvero coloro che ribaltano la situazione sfruttandola per generare ilarità.

Ecco cosa può fare un troll che sfrutta un social, mettere il fotogramma di un film porno sul web spacciandolo per un’immagine vera e raccogliere migliaia di Amen da parte di persone che se potessero annienterebbero tutto il porno nel mondo.

Il vero potere occulto è l’ignoranza ed occulto proprio perché ignoriamo le potenzialità nostre e altrui.

L’immagine ottenne più di 500.000 like e 200.000 commenti che recitavano Amen, ricordalo sempre quando pensi a quanto sia importante non ignorare.

Se anche tu vuoi misurare quanto sei in grado di essere un buon troll, ecco un post perfetto da cui partire.


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