Il Salento non è solo Pizzica. In tempi antichi ci si divertiva anche con riti pagani che non sono sopravvissuti al tempo come quello della Pizzica. Uno di questi è il rito della pietra a Calimera (paese in provincia di Lecce).
Si tratta della Sacra Roccia di San Vito, un monolite con un foro di circa 30 centimetri di diametro, incastonato nel pavimento al centro della piccola Cappella di San Vito. Questo luogo, situato non lontano dal cimitero, si trova nella regione della Grecìa Salentina ed è stato anticamente utilizzato come altare pagano.
La pietra forata di Calimera è considerata la più misteriosa del Salento.

L’attraversamento del foro è un antico rito pagano che simboleggia la rinascita attraverso il passaggio nell’utero materno e funge da rito propiziatorio per la fertilità e per un anno felice e prospero. Nonostante le dimensioni ridotte del foro, la tradizione popolare afferma che non c’è nessuno che non possa passare (non come la porta dei golosi). Il rito è stato mantenuto vivo ed è stato “cristianizzato” con la costruzione della chiesetta intorno al monolite.
Di fatto la posizione del monolite è spiegata da una leggenda locale che vuole l’intervento di una forza maggiore durante un furto. Si perché sembra che gli abitanti del paese confinante volessero rubare questa pietra, ed essa, arrivata quasi al confine del paese, si fece più pesante, arrivando al punto di dover essere scaricata e lasciata sprofondare nella terra. Nel punto in cui sprofondò venne costruita una Chiesa attorno, ad oggi ancora in piedi.

La cappella apre le sue porte ai visitatori solo una volta all’anno, il Lunedì dell’Angelo (Pasquetta)
Giorno in cui accorrono numerose persone per passare attraverso il foro per devozione, tradizione o per chiedere grazia e fertilità. Il rito si mescola al profano, trasformando l’atto in un gesto di speranza e un’occasione di festa genuina e popolare che si conclude spesso con una scampagnata pasquale accompagnata da musiche e pizziche spontanee.

Un’aspetto particolare della tradizione dell’attraversamento della pietra è quello dedicato alle giovani coppie. Si dice che, una volta attraversata nel giorno di pasquetta, le coppie fossero libere di trascorrere un giorno in completa libertà. Questo significava la possibilità di “perdersi” nel bosco adiacente per tutto il giorno, dando una possibilità di sopravvivenza alla credenza che sosteneva, dopo nove mesi da quel giorno, la nascita di molti bambini.
Le credenze pagane e la religione sono, assieme, la rappresentazione quasi perfetta dell’equilibrio. La religione come strumento di controllo e riflessione, le credenze pagane come strumento di osservazione e sopravvivenza. Se un Dio diceva di non accoppiarsi prima del matrimonio, vi era comunque un contrordine utile a rendere il tutto più vivibile. In fondo ogni cosa divina dipende comunque dalla realtà tangibile. Restando in Salento, ad esempio, sono memorabili i lavoratori Gallipolini che nell’era d’oro del olio lampante ottennero direttamente dal Papa il permesso di lavorare anche la domenica, vista la mole di lavoro.
Perché la preghiera nutre l’animo, ma lo stomaco no.


















