Cosa sono le "pietre della fame" e perché dovresti augurarti di non vederle

Cosa sono le “pietre della fame” e perché dovresti augurarti di non vederle

Ci sono oggetti che la storia scolpisce usando il dolore di chi li ha vissuti. Monumenti spesso silenziosi e irriconoscibili che riaffiorano nei momenti di difficoltà per ricordarci della nostra fragilità. Le “Pietre della fame” sono questo: blocchi di pietra che il tempo conserva come monito, preoccupandosi ogni volta di ricordarci quando questo monito si è avverato.

Pubblicità

Le Pietre della fame emergono nei fiumi europei quando la siccità raggiunge livelli allarmanti.

Le pietre della fame sono incise con date e frasi struggenti come “Wenn du mich siehst, dann weine” (“Se mi vedi, piangi”). Queste pietre ci parlano di carestie, mancanza d’acqua e sofferenze che una volta erano la norma in periodi di crisi idrica. Il loro funzionamento è quindi semplice da capire: vengono scolpite nel momento in cui il fiume raggiunge un livello bassissimo. In questo modo ogni volta che il fiume raggiunge quel livello, le persone sapranno del pericolo che stanno per vivere proprio grazie ad altre persone (vissute in altre ere) che si sono prodigate a lasciare questo sinistro promemoria.

Cosa sono le "pietre della fame" e perché dovresti augurarti di non vederle
Una pietra della fame incisa

Un esempio famoso si trova nel fiume Elba, ma queste pietre sono state trovate anche lungo il Reno, il Danubio e altri fiumi europei. Su di esse troviamo iscrizioni che risalgono al XV secolo e che, come una sorta di social network primordiale, comunicavano un’angoscia condivisa: quella di non avere qualcosa con cui sfamarsi, la carestia.

Mentre oggi affrontiamo la crisi climatica con più consapevolezza e dati (anche se non mancano i complotti sulle questioni meteo e crisi climatica), queste pietre sembrano riemergere per dirci che la storia si ripete (se non impariamo dai nostri errori) in un modo tanto semplice quando terrorizzante: riemergere dalle acque.

Le pietre della fame sono o no un esempio di interconnessione umana fra diverse ere? Una pietra del 1616 che riaffiora oggi non è altro che un tweet dal passato.

Il valore simbolico delle Pietre della fame è immenso.

Cosa sono le "pietre della fame" e perché dovresti augurarti di non vederle

Non sono solo una specie di monumento all’ansia climatica, ma anche una lezione molto attuale: le nostre comodità moderne ci fanno spesso dimenticare che il mondo ha cicli, e che i cicli ignorati si trasformano in crisi. Non è una lezione che possiamo ignorare.

Pubblicità

L’estate del 2022 ha visto una nuova ondata di siccità in Europa, tra le peggiori mai registrate negli ultimi 500 anni. E con essa, le Pietre della fame hanno fatto il loro ritorno.

Quindi, quando guardiamo queste pietre, non vediamo solo un sasso con un’incisione. Vediamo noi stessi, il nostro passato e il nostro futuro. Vediamo un avvertimento, come quei cartelli stradali che ci dicono di rallentare, ma che spesso ignoriamo perché “non succederà a me.”

Inerentemente ai complotti che prendono in giro gli allarmismi, coadiuvati da un uso improprio di titoli clickbait e sensazione di paura in generale, è bene pensare che il peggio è avvenuto anche in passato, è vero, ma questo non vuol dire che sia intelligente non aspettarselo in futuro e comportarsi come nel film idiocracy.

Cosa sono le "pietre della fame" e perché dovresti augurarti di non vederle

Queste pietre continueranno a emergere in futuro, fino a quando non capiremo che il vero problema non è la pietra, ma il pericolo a cadenza che ci raccontano. Se queste pietre fossero dei semplici Diaspro, almeno richiamerebbero a piatti succulenti più che a tragedie climatiche.

Obiettivo#13%
€ 1,70raccolti€ 50,00obiettivo

Su Novabbe.com le condivisioni diventano donazioni. Gratuite, anonime, paga tutto Novabbe. Leggi, scopri, ama condividendo.

Scopri le CONDIVIZIONI

Sugli stessi argomenti, leggi anche: