È esistito un tempo in cui la luce regnava sovrana sul mondo, illuminandolo a tal punto da renderlo irriconoscibile. Un tempo in cui la natura ed il creato erano distinguibili per le ombre che lasciavano. Un tempo in cui i contorni erano ciò che donavano agli occhi dell’uomo la possibilità di distinguere, dare un nome, orientarsi.
Pietro nasce in quel tempo.
Esattamente come oggi, anche in un mondo abbagliante e monocolore vi erano differenze, alcune costruttive altre incomprensibili agli occhi. La luce che oggi conosciamo come amica, ai tempi altro non era che un’invasione di vanità e illusione.
Immaginate di guardare il Sole, immaginate di farlo di continuo, abituandosi all’idea che la vista altro non è che un dono meno importante di altri, un senso da poter mettere da parte, poiché il suo dono è limitato a un colore piatto, incantevole e ingannevole allo stesso tempo, quasi come fosse un tramonto senza sfumature.
Tutti, Pietro compreso, vivevano la cecità come una prigionia inconsapevole, certi che il mondo fosse esattamente ciò che vedevano: un abbaglio, bellissimo.
L’uomo viveva ai tempi come oggi vivono i girasoli, seguendo ciò che illumina e dando le spalle alle ombre. Pietro non era uno qualunque, si domandava spesso come fosse il mondo senza luce. Per questo era deriso da tutti, per la sua fame di buio, inspiegabile come una mano sul fuoco che continua a bruciare.
Pietro non poteva farci nulla, era fatto così, diverso tra gli indistinguibili, sostanza tra le forme.

Se tutti guardavano in alto, Pietro guardava in basso. Fu così che un giorno, quando ormai la sua vita era plasmata da una luce a cui rassegnatosi con gioia e quotidianità, decise di provare a toccare il terreno su cui camminava, non per tastarne gli ostacoli e non cadere, ma per raccogliere ciò che tutti davano per scontato: le pietre.
Ancora oggi la pietra è l’oggetto in natura più povero, sottovalutato e buono solo ad esser gettato.
Anche se cresciuto e rassegnato, Pietro amava giocare. Fu col gioco che scoprì come difendersi da quel mondo abbagliante, poiché da sempre sentiva che la sua diversità altro non fosse che una forma di difesa, di riscatto, un’ombra in cui giacere al riparo da ciò che tutti adorano ciecamente, spesso senza comprenderne il senso.
Pietro scoprì che le pietre avevano una capacità unica: fermare la luce. Per questo cominciò a giocarci mettendosele sugli occhi, facendole scorrere. D’un tratto il bagliore poteva essere controllato. D’un tratto la luce non aveva più quel potere abbagliante.
Ma che fine fa chi sceglie di privarsi di un bene che tutti vedono come irrinunciabile? Resta solo.
E Pietro restò solo per anni, conosciuto e deriso da coloro che lo vedevano mettersi le pietre d’avanti agli occhi.
Quando non comprendiamo qualcosa le strade sono due, fermarsi a comprenderla o continuare con la propria visione lasciando che la diversità sia motivo di discussione e non fonte di parole.
Pietro era la discussione sulla bocca di tutti e lui, conoscendo il potere della vista attraverso il fascino del buio, sapeva che la bocca altrui veniva solo dopo i propri occhi.
Non smetteva mai di raccogliere le pietre e per ognuna ne ammirava la forma, l’ombra. Un giorno Pietro stava per cambiare la sua vita per sempre senza saperlo. Raccolse da terra una pietra molto particolare: era liscia e aveva una forma che rallegrava le dita a scoprirla.
Non ci mise molto a provarla, ignaro di ciò che stava per accadergli.
Quella pietra era un prisma, capitato per caso tra le mani. Perché non dimentichiamo che in un mondo fatto di abbagli, ogni cosa appare lucente, così ogni cosa che raccogli è frutto di un puro caso nell’esser scelta.
Come faceva con ogni pietra, la avvicinò agli occhi. Quel gioco che sin da bambino lo aveva reso diverso dagli altri, stava per donargli la diversità del mondo. Sapete cosa fa un prisma? Divide la luce in più spettri. Così, basta che un raggio di luce batta su unafaccia del prisma, e avviene la magia: il raggio di luce si trasforma in un arcobaleno.
Pietro rimase immobile col suo prisma vicino gli occhi. Chi lo vide, era certo che finalmente avesse compreso la bellezza dell’abbaglio. Per questo nessuno fece caso a Pietro quando andava anche lui in giro con lo sguardo all’insù e la pietra sugli occhi.

Era strano, tanto bastava a giustificarne il comportamento.
Pietro aveva scoperto i colori in un mondo dove tutto era luce bianca accecante. Lui, che raccoglieva le pietre da terra, scoprì la bellezza di un mondo che conosciamo tale solo oggi. Geloso del suo segreto, Pietro preferì gioire in anonimato senza mai svelare la capacità della sua pietra.
La vita era stata abbastanza dura con lui e il prisma era la sua emancipazione più grande, e segreta. Come puoi regalare a chi ti ha deriso un motivo per cui ridere di gioia? Solo l’amore può cambiare ogni regola a questo mondo, poiché è esso stesso l’essenza della libertà.
Decise così di regalare a tutti, che siano persone come lui o oggetti e forme di cui ne immaginava i dettagli, la possibilità di vedere ciò che lui aveva scoperto. Regalare i colori a un mondo di sola luce significava cambiarlo radicalmente. L’amore cambia, per questo si accorse d’un tratto che la sua non era solitudine ma solo amore non corrisposto. Chi ama però non lo fa per ricevere. L’amore è esattamente come il raggio di luce che passa attraverso un prisma, funziona in un solo senso.
Fu così che Pietro, quello strano, con le pietre in tasca, decise di regalare al mondo i colori.
Per farlo prese un lungo respiro e poi lanciò quella pietra, come fosse una pietra qualunque ma non in un posto qualunque. La lanciò dritta verso il cielo, mirando alla fonte di tutta quella luce accecante.
Fu così che il mondo conobbe i colori e tutti potevano finalmente guardarsi negli occhi, godere della diversità dei fiori, coccolarsi con le sfumature ed incantarsi della diversità che prima altro non era che motivo di derisione, poiché poteva esistere solo nelle fantasie di un povero pensante.
Se oggi abbiamo un mondo a colori, lo dobbiamo a Pietro e a quel prisma posto tra la luce e la terra.
Nessuno sa che faccia abbia Pietro o se sia ancora vivo. Si dice che nonostante siano passate ere, lui sia sempre li, in un posto qualunque del mondo ad apparire come un anonimo che raccoglie pietre da terra per poi scomparire nel buio di cui non ha mai avuto paura.
Pietro ha amato uno sconosciuto, li ha amati tutti insieme, per questo tutti possiamo vedere i colori. Ogni volta che vedi un colore, non darlo per scontato, è anch’esso un dono dell’amore. Ogni volta che lanci una pietra, non farlo mai per odio, fallo per amore. Lanciala lontano, senza colpire nessuno. Li comprenderai perché Pietro decise di separarsi dalla sua pietra, poiché nulla separa ciò che ha il solo senso di costruire, con amore.




















