Nel 1966 Shueisha lanciò la Weekly Playboy, settimanale maschile che unisce notizie, fumetti, narrativa breve, editoriali di moda e soprattutto fotografie di modelle in nudità: anche se nel nome richiama la celebre rivista americana, non è affiliata. Solo Monthly Playboy, rivista attiva dal 1975 al 2009, ne era la traduzione autorizzata. Tra le chicche, sono iconiche le copertine dei primi tre anni, ritraenti animali stilizzati con collage di corpi di donne. Un connubio tra erotismo e surrealismo. Sicuramente più fine e accettabile della rivista che univa le ragazze ai cadaveri.

La creatività umana sa esplorare forme e visioni che nessuna tecnologia può eguagliare. L’armonia che trasmette un’opera creata dall’uomo è inarrivabile. Molti artisti si sono arresi alla passione richiesta dall’arte, e partorendo banalità si sono convinti che le AI li sostituiranno presto: hanno ragione. Senza passione e visione dell’oltre, l’arte altro non è che regole replicabili.
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