Vedere i polmoni neri di un fumatore morto non fa smettere di fumare, ecco perché.

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Nei giorni scorsi è diventato celebre un video postato dal dottor Chen Jingyu, chirurgo polmonare, dove si poteva vedere il medico che estraeva i polmoni di una persona morta a 53 anni, dopo 30 anni di fumo.

I suoi polmoni erano talmente messi male che non è stato possibile farci niente, dalla donazione al semplice tentativo di recupero di una parte. Il defunto sarà destinato quindi ad esser completamente mangiato dai vermi, sempre che gradiscano le parti in catrame.

Chen Jingyu ha postato le foto dei polmoni estratti aggiungendo la frase “Hai ancora il coraggio di fumare?”.

Questo dovrebbe essere un gesto che faccia smettere di fumare?

Sono anni che mi chiedo se chi si occupa delle campagne contro il fumo, fumi a sua volta. Questo perché sembra che non lo faccia e la cosa si palesa quando prende i fumatori come persone che non conoscono gli effetti del fumo, li prende come beceri ignoranti che si potranno salvare solo con la conoscenza.

Chi fuma sa di poterci morire, se continua a farlo è perché diversamente non saprebbe come vivere. Il fumo non va combattuto quindi con la paura della morte ma con la provocazione della vita. Condividi il Tweet

Il fumo non è l’unica cosa a nuocere gravemente alla salute, ogni cosa nel suo eccesso si rivela tossica. Se 1 morte su 3 sembra essere ricollegabile a malattie causate dal fumo, non bisogna dimenticare le altre due e capire cosa possa annullare tutte queste morti portate da dipendenze dalle quali non si riesce a liberarsi.

Eccedere negli zuccheri fa male, circondarsi di apparecchi elettronici inutilmente e tutto il giorno fa male, eccedere con il sale, con i conservanti, con il trucco, con l’alcool. Quanto è utile quindi mostrare i polmoni di un fumatore accanito, la macchina distrutta in un’incidente d’auto o un obeso che non riesce ad alzarsi in piedi? Tutte conseguenze conosciute che, a mio parere, non fanno altro che aumentare il disagio nei dipendenti favorendo uno stato di latente depressione.

Se mostrare la morte non porta a risultati concreti e utili, perché non mostrare la vita?

Vi immaginate se al posto delle classiche scritte che fanno sempre riferimenti già conosciuti e sopratutto già accettati, cominciassero a scrivere qualcosa di più incisivo, reale, che sappia smuovere l’anima cosciente di quanto si stia già perdendo e non di quando si perderà in futuro.

Ho provato a pensare cosa scriverei io sul pacchetto e questo è il risultato:

Un buon deterrente sarebbe, ad esempio, tracciare la vendita delle sigarette (associandola al codice fiscale ad esempio) e dare la possibilità a tutti di vedere quanto hanno speso negli anni, ringraziando per il fatto di aver contribuito a rendere ricco chi nella vita ama spendere bene i propri soldi.

È un’idea

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