Puccia è un musicista salentino capace di far fruttare la sua sensibilità artistica a fronte di ogni altra cosa. Voce e anima di “Io te e Puccia” e componente essenziale degli Après La Classe, da anni è fonte di certezza d’entusiasmo nella scelta della serata da godersi in giro per il Salento e oltre.
Ciò che lo distingue davvero dal “panaru” di artisti Salentini è la sua autenticità, a braccetto con la credibilità. Puccia non punta ad essere un prodotto commerciale costruito su misura e timoroso nei confronti dell’innovazione (qualora risulti non compresa e quindi controproducente). Se fosse uno chef, sarebbe quel tipo di chef che con leggerezza aggiunge un ingrediente inaspettato alla fine del piatto, sconvolgendone il sapore.
La creatività è un rischio che solo chi fa davvero arte sa di potersi accaparrare, diversamente si è meri esecutori: si riproduce l’arte come se l’uomo fosse un player multimediale e niente più.
Una delle pietre miliari della Pizzica Salentina è un brano conosciuto come “La Coppula”. Puccia ne propone una versione in Inglese.

Tra la moltitudine di progetti alimentati a finanziamenti pubblici, volti a promuovere le tradizioni pugliesi all’estero, ecco che arrivano i Io Te e Puccia e danno, umilmente e senza pretese, una lezione di credibilità: un intero brano di Pizzica tradotto in inglese, composto con lo stesso spirito che muove i passi dei piedi nudi sulle chianche delle piazze salentine.
Il brano parla di due “amanti” e della storia di una “coppola” dimenticata sotto un letto. È un brano appartenente alla vera tradizione e Bruno Petrachi ne interpreta magistralmente la versione originale.
Poi arriva lui, Puccia, arricchisce il sound e ne fa una versione inglese tradotta in modo elementare, chiaro ed efficace. Ecco che Carmela azzate e dammela diventa Carmela stand up e give to me. Geniale come la semplicità.
Ascoltare la versione de Io Te e Puccia di La Coppula, per un salentino, è un’emozione sferzante.

Se alla genialità dell’idea poi si uniscono i prodigi musicali dei componenti della band, il risultato è un’emozione tascabile gratuita. La band è composta totalmente da elementi di tutto rispetto, dalla tromba eccelsa di Gabriele Blandini, alla batteria fremente d’energia di Gianmarco Serra, per poi continuare con la chitarra pimpante di Manu Funk e il tamburello credibile e onorato di Edo Zimba.
Because i’m Tony yours è ciò che il mondo potrebbe abbracciare come rappresentazione della vivacità globale e sempre originale del Salento.
A condire perfettamente il tutto c’è il titolo dell’album: Mela Sushi. Un gioco di parole che mette in campo una sorta di sfida al sushi confrontato con qualcosa di molto più autoctono per il Salento, come le cozze e i ricci di mare, unito a un concetto molto più spartano ma chiaro nelle intenzioni. Roba di suzione suggerita come fosse un quadro chiaro della situazione.


















