Il P.U.C.S. (Portale Unico delle Complicazioni Semplici) è l’ente immaginario preposto alla “complicazione degli affari semplici e al rallentamento di quelli complessi”, come riportato sul sito.
Si tratta, in realtà, di un sito di satira burocratica che prende di mira con intelligenza e ironia feroce la Pubblica Amministrazione italiana e i suoi portali digitali.
L’idea di fondo è semplice quanto geniale: riprodurre fedelmente l’estetica, la logica e le disfunzioni dei portali istituzionali italiani, portandole all’assurdo.
Il portale avvisa subito il visitatore con un’allerta in bella evidenza: è in manutenzione straordinaria programmata dal 2003, rinnovata annualmente. I servizi, si precisa, potrebbero non essere disponibili. Un dettaglio che fa ridere e piangere allo stesso tempo, perché suona dannatamente familiare e realistico.
Ogni elemento del sito è una frecciata satirica precisa. Il motore di ricerca è alimentato da un criceto in una ruota e i risultati sono soggetti alla sua velocità. Le barre di avanzamento si aggiornano in tempo reale con valori completamente casuali, proprio come i servizi che rappresentano.
Una parte che fa davvero ridere sono i dati “statistici”: il modulo più lungo della PA italiana ha 847 pagine ed è necessario per richiedere un’informazione disponibile sul sito web (che non funziona). Il tempo medio di attesa allo sportello è di 4 ore e 37 minuti, con un record nazionale di 3 giorni stabilito a Catanzaro nel 2019.
Non mancano il login con SPID finto, captcha impossibili, moduli autodistruttivi, code virtuali e un assistente virtuale di nome Rag. Botteri, perfetta incarnazione del burocrate remoto e inutile. Il tutto condito da un contatore del “tempo perso” che avanza in tempo reale.

Il sito del PUCS non è solo un esercizio di umorismo: è critica sociale travestita da portale pubblico.
Come fa notare qualcuno sui social, ci sono portali della PA che funzionano peggio di questo.
“Ogni ora persa a causa dell’inefficienza dello Stato è un’ora non dedicata al lavoro, alla famiglia, alla vita” Fonte
P.U.C.S. è specchio e parodia, uno strumento per dire una verità scomoda ridendo (per non piangere).
Ps: non perdetevi le finte notifiche che arrivano. Sono esilaranti.
Fonte: pucs.it
















