Gallipoli e i pupi di capodanno: quando esplode la meglio gioventù (foto pupi e gruppi 2020)

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Oggi, passeggiando per Gallipoli, mi è esplosa addosso la bellissima gioventù Gallipolina assieme alle sue creazioni: i pupi di capodanno.

Girovagando tra le strade della capitale dell’intrattenimento Salentino (e non solo) mi sono ritrovato di fronte alle creazioni figlie di una tradizione bellissima, che vede la realizzazione di veri e propri pupi giganti di cartapesta da far esplodere la notte di capodanno.

È bellissimo vedere le strade piene di ragazzi giovanissimi pieni di energia, fieri delle loro creazioni, aggirarsi tra le macchine e i passanti con in mano un barattolo per raccogliere le offerte, soldi che (a dire dei ragazzi) rappresentano l’unica fonte di sostentamento per la realizzazione di queste opere. Una specie di questua per l’arte, così da finanziare l’immaginazione capace di esprimersi attraverso le mani e l’iniziativa dei ragazzi di Gallipoli.

I Pupi di Capodanno a Gallipoli assieme ai loro creatori sono la dimostrazione che l’arte è la casa di tutti, senza distinzione di capacità o pensiero.

L'arte, anche in caso di contrasti tra le persone, rimane libera in quanto diversamente non avrebbe senso, come la birra analcolica. Condividi il Tweet

Ecco perché bisogna finanziare l’arte in tutte le sue forme, perché non esiste bandiera che possa rappresentare tutti ma esiste la carta su cui disegnare il pensiero di tutti, così che nascano confronti e ci sia crescita di comunità.

I ragazzi di Gallipoli, accompagnati dai maestri cartapestai, dimostrano come la vera libertà sia portata dall’espressione libera, non da altro. Ognuno con la sua rappresentazione, la sua visione di capodanno, il suo modo di salutare il tempo passato e raccomandarsi al futuro.

Dietro questi pupi ci sono mesi di preparazione, famiglie intere impegnate, c’è lavoro fatto gratuitamente con la certezza che il compenso di aver onorato una tradizione con la propria arte sia più convincente di qualsiasi compenso mancato.

Ognuno di questi ragazzi mi ha accolto con un calore che ha sostituito il freddo dell’ultimo dell’anno. I sorrisi si accendevano quando mi vedevano avvicinare e fotografare le opere con quell’aria di incanto che chi ha sensibilità verso il prossimo spera di trasmettere.

I pupi non sono solo una mera rappresentazione artistica, hanno un significato più profondo, che connette i giovani di oggi a quelli di ieri.

La notte di San.Silvestro vengono riempiti di botti e fatti esplodere allo scoccare della mezzanotte. Questo gesto rappresenta, anche se alla lontana, il concetto dell’araba fenice, che bruciando rinasce dalle sue ceneri.

Dietro questi pupi c’è la consapevolezza della durezza della vita, rappresentata solitamente con persone anziane o allegoriche, figure che si fanno carico di rappresentare i “problemi”, raccontata ed esorcizzata con il finale col “botto”.

I ragazzi di Gallipoli, con i pupi di capodanno, fanno il migliore augurio che tutti si possano aspettare, privo di parole e auguri vuoti di circostanza, ma ricco di arte figure e poesie capaci di parlare e riunire tutti, senza distinzioni.

Una caratteristica davvero bella è il fatto che i pupi hanno spesso allegate delle poesie che vengono anch’esse bruciate, donando al fuoco e alla distruzione i pensieri tristi e le vicende cupe.

Il pupo che brucia rappresenta il “punto” messo all’anno precedente. Da li in poi si può solo costruire.

Un ringraziamento per ciò che ho visto e vissuto va a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita di questa stupenda tradizione. A tutte le persone che in un limbo di difficoltà hanno saputo riempirsi le mani di carta, colla e vernici, regalando al mondo la rappresentazione artistica di un’idea, comunicando con il prossimo e allo stesso tempo rispettandolo come interlocutore. L’arte unisce.

Se ho mancato dal fotografare qualcuno o qualcosa in questa splendida giornata, chiedo scusa.

Per te che stai leggendo, sappi che a Gallipoli ci sono dei giovani stupendi, da apprezzare nell’essenza.

Gallipoli, un paese abbracciato dal mare capace di inondare chi lo visita con la sua umanità. Condividi il Tweet

Che figata. Auguri a tutti meno che ai giovani che hanno realizzato queste opere, a loro non servono gli auguri, hanno già tutto. Felice di ciò.