Se fosse esistito un uomo venuto dal futuro ai tempi di Gesù avrebbe avuto sicuramente più successo di lui. Immaginatevi un uomo che ai tempi poteva farvi vedere Giulio Cesare sorridere e guardarsi attorno su uno schermo, nonostante tutti sapessero fosse morto. La storia di “Lazzaro e cammina” sarebbe sembrata talmente superata che non sarebbe arrivata ai giorni nostri. L’illusione incompresa sarebbe diventata un importante collante per la fondazione di un nuovo credo. L’uomo dal futuro però non è esistito e Gesù ha potuto godersi tutto il successo in solitaria, anche se in realtà vangeli, chiesa e tutto quanto concerne nascono dopo la sua morte e a sua insaputa.

Ma mettiamo caso siate voi a fare un viaggio nel passato. Cosa dovreste portarvi dietro per essere proclamati i nuovi messia in grado di resuscitare i morti? Tik tok.

Esiste un filtro per Tik Tok in grado di animare le foto. Dato che stiamo parlando di un’applicazione dedita principalmente alla creazione di contenuti sempre diversi, il filtro per animare le foto ha avuto un uso insolito che però lo ha reso celebre: animare le foto dei defunti.

Non è la prima volta che la tecnologia viene usata per resuscitare i morti. Esisteva già un’applicazione in grado non solo di animare le foto, ma di farne un video completo. Si chiama MyHeritage. Tenendo conto delle potenzialità dell’intelligenza artificiale, esperimenti come quello di far incontrare la figlia morta alla madre, un giorno diventeranno normale prassi.

@la_beerta

Questo filtro è da abolire😂 ciao nonna mi manchi

♬ Home – Edith Whiskers

Il passo dopo sarà la nascita di prodotti commerciali dediti a questa funzione. Non mi stupirebbe fra 10 anni indossare un casco per la realtà virtuale e pagare per stare un tempo determinato con mia mamma, ad esempio. Oggi ci sembra qualcosa di abominevole, come raccontare a un uomo del 800 che nel futuro esisterà OnlyFans.

Il filtro Tik Tok per resuscitare i morti si chiama Foto dinamiche

È interessante osservare come le generazioni più giovani abbiano meno difficoltà a usare questo filtro in maniera intensa. Il format del video è praticamente uguale per tutti (come viralità comanda). Si annuncia il fatto che il filtro “strappa le lacrime se usato”, una bella inquadratura della foto del defunto coperta da una mano, poi la mano scorre e si scopre la foto. In meno di un secondo si anima, tempo qualche secondo e l’inquadratura va subito agli occhi pieni di lacrime dell’autore del video.

La buona notizia è che i giovani usano i social anche per esternare sentimenti e pensieri poco social, almeno secondo l’etichetta comportamentale attuale.

Questo comportamento può portare ad un futuro più consapevole, almeno sul lato social. Un giorno quindi c’è la speranza che social come Facebook e Instagram dove vince l’estetica di fronte a tutto, dove è la normalità mostrare l’attimo di felicità nella giornata senza nemmeno menzionare tutto il resto dal sapore deprimente, cambino rotta (o scompaiano) nei contenuti.

Si ma la privacy? Non esiste, ovunque qualcosa diventi pubblico di fatto non esiste. Sperare nella privacy online è come credere all’utopia che le persone fidanzate non guardino altri che i propri partner.

Fonte: Tik Tok

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