Il ricamo è un’arte centenaria che ha sempre accompagnato l’uomo in percorsi di meditazione spesso definiti diversamente. Quando si vede una persona ricamare, la si vede riflettere, prendersi il suo tempo, fare un lavoro che prevede centinaia di movimenti sempre uguali. Può essere visto come una costrizione inconcludente (e sostituibile da una macchina) o come un’ottima occasione per fermarsi e riposare in uno stato che è un’equilibrio prezioso tra ozio e impegno. Manuale.
Victoria Rose Richards è una ragazza inglese di 25 anni, laureata in biologia, che ad un certo punto della vita si è resa conto di vagare nel buio. Per buio si intende quello stato d’animo dove tutto sembra superfluo, dove gli stimoli non agiscono in quanto incompresi, dove non solo si perde il contatto con la vita ma si arriva a pensare di non averne bisogno, o peggio di non averlo mai avuto.

L’arte è stata la sua via d’uscita. Essa può esserlo per tutti.
Accortasi che il problema che la attanagliava nasceva dalla noia (sensazione sempre più infestante nel tessuto sociale attuale e poco riconosciuta) ha deciso di fare qualcosa che la distraesse, portandola ad avere un risultato si ma in un tempo dilazionato, calmo, ricercato e vissuto in ogni respiro.

Ha trovato la sua soluzione nel ricamo. Ciò che ha realizzato però è un inno alla creatività che sa attrarre lo sguardo per un tempo maggiore di quello che si dedica allo schermo. Victoria Rose realizza paesaggi aerei, ricamati.

Le geometrie dei campi coltivati creano un fascino da subito appetibile. Così come la vista aerea della costa rocciosa, con quel mare dalle diverse profondità sempre così irregolare e libero nelle forme. Le piccole opere di Victoria non solo sono piaciute, al momento sono state tutte vendute attraverso il suo blog. Un premio tangibile a un’intenzione che ha saputo esternare il lato umano trasmettendolo senza particolari compromessi.

Se nella vita stai male, prova a ricamare.
Fonte: victoriaroserichards.co.uk

















