Una categoria particolarmente colpita dall’emergenza Coronavirus sono indubbiamente gli studenti universitari, sopratutto coloro che sono fuori sede e in questi mesi si ritrovano con un affitto da pagare e l’università temporaneamente ferma. Imprevisti che nella vita possono capitare, anche se difficilmente capitano in modo collettivo.

In periodi come questi la logica del guadagno tira fuori tutto il suo lato crudo, quello dove i soldi vengono prima di chi li possiede.

Molti studenti in Italia sono riusciti comunque a laurearsi grazie alle iniziative delle proprie università che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno optato per una videoconferenza che ha sostituito la cerimonia di laurea. Soluzione semplice per un problema che sembrava insormontabile. C’è però chi ha saputo sfoderare tutta la sua anima tecnologica e ha fatto molto di più.

La Business Breakthrough (BBT) University di Tokyo ha trasformato la cerimonia di laurea in un evento davvero singolare. Gli studenti da casa si sono si collegati con i professori attraverso un tablet (o un pc) con la differenza che dall’altra parte dello schermo erano rappresentati da dei veri e propri robot, anche se rudimentali, vestiti proprio come si usa in una cerimonia di laurea.

I robot, con un tablet al posto della faccia, hanno sfilato di fronte ai professori esponendo la propria tesi proprio come avverrebbe di norma, poi, una volta finita l’esposizione si è passati alla cerimonia di laurea vera e propria e infine al rituale delle foto, sempre con i robot vestiti da neolaureati.

La scena potrebbe far ridere una volta vista, eppure l’università ha detto che potrebbe essere presa come modello per le altre cerimonie di laurea in tutto il mondo.

Che dire, sarà la volta buona che si risparmia su abiti e buffet all’uscita e si incomincia a investire da subito nella vita post laurea?

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.