Gabriele Perboyre: il primo Santo cinese morto a Whuan e venerato l’11 settembre

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Se credi nei complotti, nelle coincidenze e nei disegni demoniaci sotto qualunque cosa, il contenuto che stai per leggere potrebbe farti davvero impazzire. Le coincidenze che troverai sono talmente inspiegabili per una mente sensibile a tali eventi che, senza rifletterci troppo sopra, potrai credere di aver ragione in un attimo, senza pensare però se hai ragionato.

I numeri servono solo a misurare qualcosa, non ad altro. Se si considerano messaggi le coincidenze che vengono fuori dai numeri, perché non si conta anche il numero degli scettici nel valutare quanto una cosa sia vera.

Oggi vi racconto in breve la storia del primo Santo Cinese, San Giovanni Gabriele Perboyre.

Nato nel 1802 in Francia da una famiglia fortemente cattolica, diventa sacerdote nel 1825, abbracciando in pieno la causa e la fede cattolica senza essere mosso da interessi personali se non quelli di portare il messaggio e la parola di Cristo nel mondo. San Giovanni Gabriele Perboyre era come Cristo sotto un certo punto di vista, credeva in ciò che diceva nonostante questo ai tempi potesse rappresentare un pericolo per la propria vita.

La sua dedizione e la sua passione lo portarono a diventare superiore del seminario dove iniziò il suo cammino ecclesiastico. Il suo sogno nel cassetto però non era godersi un posto superiore, ma superare i confini della Francia per portare la parola di Cristo in Cina. Siamo quasi nella metà del 800 e la Cina non è affatto come la vediamo adesso. Ai tempi infatti era governata ad esempio da personaggi che non si tagliavano le unghie per dimostrare di non avere bisogno delle mani in quanto non lavoravano.

San Giovanni Gabriele Perboyre

Nell’agosto del 1835 giunse a Macao, dove studiò la lingua Cinese fino a dicembre, poi partì per la provincia di Hubei.

Qui trovò ciò che avrebbe trasformato il suo nome nel simbolo del martirio cristiano in Cina.

Catturato dai persecutori Cinesi, cominciò ad essere spogliato delle sue vesti, ricoperto di stracci e portato in vare città della provincia per subite processi in continuazione. Venne accusato praticamente di tutto e in un processo si scelse di associare alle accuse anche il metodo della tortura che subì fino al giorno della sua morte.

Venne fatto inginocchiare per ore su delle catene arrugginite e gli fecero sfilare d’avanti molte delle persone che, per paura delle torture e delle conseguenze, rinnegarono i suoi insegnamenti e la fede cattolica. Alcune di queste persone furono costrette a sputargli addosso o a strattonarlo con violenza. Dopo le catene si passò alle frustate con della canne di bamboo. Ne subì 110 consecutive solo per non aver accettato di calpestare il crocifisso.

Tra le varie accuse ci fu anche quella di aver abusato di una ragazza del posto ma, data l’assenza di prove, gli accusatori decisero di farlo vestire con le sue vesti religiose durante il processo così da dimostrarne “il fascino”. Situazione al massimo del delirio quindi, anche se ci sono stati martiri che hanno subito delle torture e una morte ben peggiori.

Infine fu portato a Wuchang, uno dei distretti dell’attuale Whuan.

L’11 settembre 1840 fu crocifisso insieme a sette criminali comuni.

Dopo la sua canonizzazione, voluta da Papa Giovanni Paolo II, venne scelta proprio questa data come giorno per la sua venerazione: l’11 settembre. Incredibile ma vero.

Se davvero credi alle coincidenze basate solo sui numeri e ai complotti che ne derivano, pensa anche che devi ringraziare gli Arabi per averti dato la possibilità di giocare con la fantasia usando i loro numeri, altrimenti le coincidenze potresti trovarle al massimo con i film di Vin Diesel XXX.

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni soffro di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.