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Malattia, rispetto, passione, reato, nuovo, stop. Ci sono parole che per il loro significato diventano dei veri e propri messaggi inviolabili. Una parola la si valuta importante quando solo per il suo esser pronunciata, vale tutto. Come il mare e il suo colore.
Rispettare il senso delle parole significa dunque riuscire a comunicare in modo chiaro e preciso.

A voi, ad esempio, cosa dice la parola STOP?

Se vedete questa parola a caratteri cubitali in mezzo alla strada, cosa pensate ci faccia lì? Significa che dovete fermarvi, perché probabilmente state per attraversare una strada pericolosa e il dare precedenza non basta. Dovete fermarvi. Stop.

Conosco un posto nel mondo dove la parola STOP sconfigge ogni problema di circolazione stradale. Questo posto è il Salento.

Paladino della sicurezza, lo STOP è per molti amministratori la soluzione perfetta per incalliti pirati della strada. Solo in Salento potete trovare degli esemplari di STOP su una strada principale a “scontato diritto di precedenza”.

La parola rallentare non è presa in considerazione, ed allora bisogna chiedere il potere della parola STOP, più incisiva, ci sta meglio. Per chi amministra e decide è un po come trattare l’urbanistica del paese come una questione personale, dove le regole si interpretano largamente.

Ma se uno STOP su una strada principale viene giustificato come “soluzione per rallentare”, perché non mettere un bel dosso o un autovelox?

La gente si ribellerebbe subito, in quanto si possono sopportare sospensioni rotte dalla superficialità della manutenzione delle strade, ma non da un dosso, li è troppo dai.
Nel Salento le strade pullulano di questi STOP, sbeffeggiati da centinaia di cittadini che imparano a cancellare il significato delle parole. Non chiamateli pirati della strada, è troppo, guidano solo in una giungla di STOP. Se proprio volete definirli pirati, come simbolo di chi non rispetta le regole, considerate che il mare in cui navigano è quello della superficialità.

Lo STOP nel Salento rappresenta il patto tra chi sbuccia le parole e chi superficialmente ci ride sopra, rallentando solo per le buche per terra, perché quelle non fanno ridere.

Il segnale stradale rappresenta una regola, se chi amministra la tratta con superficialità non può aspettarsi che i cittadini non si sentano in diritto di far lo stesso.

L’ignoranza corre e non conosce STOP.

Per sapere di non sbagliare mai, meglio sempre guidare con responsabilità, prudenza e cervello…molto cervello.

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