Perché l’arte è libera? Perché nessuno è in grado di imprigionarla o limitarla. Questo non avviene perché l’arte è potente, avviene in quanto è potente ciò che accende. Ogni cosa che può emozionare nella vita rimane sempre libera in quanto delle emozioni necessitiamo come il sole per i fiori.

L’arte è quindi una sensazione, personale. Proprio come il sesso o l’amore, accende un piacere sempre soggettivo che trova la sua oggettività solo per un riconoscimento democratico e non per sua stessa natura.

Un’espressione artistica in grado di emozionare, nel mio caso, è stata quella di Shadi, secondo nome di Carlotta, un nome proveniente dal persiano e avente come significato ciò che Shadi esprime bene: gioia.

Immaginate di trovarvi in un mercatino di natale, sommersi da cappellini di lana, sciarpe, pupazzi sempre uguali che richiamo il natale con un ritmo visivo tribale. Tra le bancarelle scorgete una ragazza che espone la sua arte. È seduta, ha la schiena dritta e vive quella situazione con evidente soddisfazione alimentata dalla semplice fatto di essere li.

Vi avvicinate alla piccola bancarella e scorgete oggetti dipinti a mano, creazioni che sanno esaltare l’imperfezione rincorrendo un po il concetto dei tappeti Navajo. Cartoline, tazze, cappellini e molto altro. Tutto personalizzato in un modo che sa rappresentare perfettamente l’intento di usare le proprie mani come fossero solo un umile mezzo per l’arte. Nessuna pretesa. Mani che sanno mettere a frutto gli insegnamenti conservando sempre la genuinità di un infante in ciò che trasmettono nei tratti disegnati.

L’arte di Shadi è semplicemente questo: l’espressione genuina della semplicità, nei giusti spazi.

Shadi crea arte semplice come una linea e bella come un puro intento

Tra gli oggetti di Shadi uno vi colpisce. È un cappello alla pescatora, meglio conosciuto come bucket, con un disegno a linea continua che si sposa perfettamente con dei cerchi cromatici sparsi con il chiaro intento di regalare spazio agli occhi li dove gli stessi pensavano di aver già visto tutto.

Non comprate mai oggetti in giro e l’ultimo acquisto fatto per se stessi, come puro sfizio, risale al Natale prima. Eppure quel cappello sentite di volerlo solo per voi, in quanto è chiaro come quell’artista sappia fare bene ciò che l’arte fa: trasmettere. Sarà celebre, sarà ancor più grande in futuro. Quel cappello altro non è che l’istante di un percorso. Comprarlo significa avere possesso di quell’istante, come si fa con la vita quando la si fotografa.

Shadi crea arte semplice come una linea e bella come un puro intento

Ringraziate l’artista e per far si che sia ancora più unico chiedete un piccolo autografo all’interno dello stesso. Quel cappello sarà una testimonianza. Quel cappello ora è mio.

Shadi crea arte semplice come una linea e bella come un puro intento

Seguite Shadi su Instagram e se potete, abbiate possesso anche voi di un istante della vita di questa giovane ed entusiasmante artista.

Ps: Questo NON è un contenuto sponsorizzato. È frutto di una stima sincera che ha il fine di parlare di bellezza capitata d’improvviso con la speranza che valga da stimolo a fare altrettanto con la bellezza che incontrerete. Parliamone.

Shadi crea arte semplice come una linea e bella come un puro intento

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