Se ti dico Giovanni Borromeo cosa ti viene in mente? Se non sai chi è sappi che la teoria che ad essere celebri sono spesso i fatti di cronaca negativi è più che corretta.

Nel 1943, quando in Italia in fascismo cadde e l’esercito tedesco (alleato di Mussolini) invase il nord del paese per cercare di riportare Benito Mussolini al potere, gli Italiani constatarono la ferocia della guerra ancor più da vicino, assaporando il concetto di essere rispettati come Italiani solo se erano disponibili a farsi governare da colui che cominciava ogni discorso gridando “Italiani”.

Tutti coloro che si opponevano erano si Italiani ma di serie b, potevano quindi essere vittime degli alleati che riempivano le strade armati fino ai denti di armi e cattiveria.

Il 16 ottobre 1943 la polizia tedesca più feroce, la Gestapo, accompagnata dalle SS (il reparto più violento dell’esercito tedesco, autore anche delle atrocità nei campi di concentramento) invasero Roma sotto il comando del generale Kappler.

Nello stesso periodo, all’interno dell’ospedale Fate bene fratelli, sull’isola Tiberina a Roma, il dott. Giovanni Borromeo isola dei pazienti che avevano contratto un virus, a suo dire, pericolosissimo, autore di una malattia temuta da tutti ai tempi: la sindrome K.

L’ospedale sull’isola Tiberina a Roma

Questa sindrome era molto temuta a causa della sua violenza. Si diceva che se contratta portasse il paziente ad avere prima delle convulsioni, poi si presentava la demenza e infine una paralisi progressiva che portava il soggetto alla morte per asfissia. Terribile.

Quando i soldati tedeschi incaricati di “prendere” tutti gli ebrei a Roma e radunarli per poterli mandare nei campi di concentramento (come Auschwitz in Polonia), si presentarono alle porte dell’ospedale Fate Bene Fratelli, Giovanni Borromeo sconsigliò ai soldati di entrare nel suo reparto in quanto molti soggetti erano stati isolati poiché potevano infettare chiunque, soldati compresi.

I soldati rinunciarono a proseguire la loro missione, lasciando i pazienti in ospedale e non indagando su di essi. La sindrome K aveva funzionato.

La paura del contagio portò l’esercito Tedesco a non considerare l’isola Tiberina nei suoi rastrellamenti.

Solo dopo la liberazione si capì che la sindrome altro non era che una geniale scusa trovata dal medico, e da molti collaboratori, per riuscire a salvare vite umane. Quando si voleva salvare qualcuno lo si ricoverava, isolandolo, e scrivendo sula cartella clinica: affetto da sindrome K. In questo modo nessuno si avvicinava o provava ad approfondire.

Giovanni Borromeo

La paura nasce da ciò che non conosciamo, per questo la cultura ci salva sempre, perché insegna a non aver paura se non dell’ignoranza, unica arma con cui farci governare dalla cultura altrui.

I soldati tedeschi, se avessero avuto la cultura di sapere che di fatto la sindrome di K non esisteva, forse avrebbero avuto la conoscenza di ciò di cui soffriva chi li comandava.

Grazie a Giovanni Borromeo per la sua genialità e umanità.

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.