Soul Train, il programma televisivo semplice e figo che manca alla tv Italiana

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Gli anni 70 con la loro ondata di musica Soul e Dance sono diventati un’icona di stile praticamente intramontabile. In America questi genere musicali vennero onorati, tra le tante cose, da un programma televisivo davvero figo, si chiamava Soul Train.

Ideato da un uomo che solo a vedersi riattiva l’anima soul anche a chi non credeva di avercela, si chiama Don Cornelius e la sua voce caldissima (sembra il fratello di Barry White) era una delle cose più trasportanti del programma. Soul Train è stato uno dei programmi più longevi d’America, nato nel 1971 e finito nel 2006, questo programma ha riempito le case degli Americani smuovendogli lo spirito per più di 30 anni.

Il funzionamento era tanto genuino quanto semplice. Mentre un disco soul o dance riempiva le casse, gli ospiti in studio formavano una specie di corridoio dove scorrevano le coppie, o i singoli concorrenti, che partecipavano alla puntata. Bisognava solo tirare fuori il massimo e riuscire a incantare in pochi secondi e con semplicità, gli occhi puntati addosso.

Quello che ne viene fuori è uno show carico di creatività, che diventa un vero e proprio laboratorio di idee messe già in pratica. Non è un reality show, non c’è da essere migliori o peggiori ma solo da esprimersi. A differenza delle trasmissioni televisive moderne era praticamente esente da ogni telenovela che siamo oramai abituati a vedere, si ballava, si sorrideva e si camminava, quando si era arrivati alla fine del corridoio si sgattaiolava via, semplicemente. Poi, Cornelius (presentatore fino al 1993) con la sua voce calda presentava i prossimi concorrenti e via così.

Don Cornelius
Soul Train rappresentava una realtà vera e non mistificata, era una rappresentazione della gioia e non un esempio di pseudo felicità, si esaltava l'uomo non l'audience. Condividi il Tweet

Vi immaginate se in Italia invece dell’ondata di trash a cui si assiste quotidianamente, si cominciassero a fare trasmissioni simili? Magari cambiando genere e trovando qualcosa che attragga di più, come l’hip hop (cosa che fecero gli americani con le ultime edizioni di Soul Train), rimanendo però sullo stesso taglio di programma: esibizione, energia, semplicità.

Una trasmissione senza retroscena e telenovele utili ad alimentare il gossip. Una trasmissione che sia forte senza costruirsi sulle spalle della vittima televisiva di turno. Una trasmissione che, allo stato attuale, sembrerebbe quasi impossibile in Italia, oppure, la novità più rischiosa da produrre.