Uno tra gli esperimenti più strani mai condotti da un medico è il metodo del dott. Leo Stanley. Il suo nome è rimasto alla storia per la bizzarria dei suoi esperimenti diventati negli anni, a causa del numero di applicazioni, veri e propri metodi.


Stanley operò nel suo ruolo di medico dal 1913 fino al 1951. Solo nei primi anni della sua attività però si dedico allo studio delle sue teorie sul perché alcune persone fossero dei criminali e altre no. In particolare si dedicava allo studio dei crimini a sfondo sessuale.

dottor stanley trapianto testicoli criminali
Il Dott. Stanley assieme a un suo paziente all’interno del carcere

Ebbe la fortuna, per lui, di essere il capo medico del carcere di San Quentin, in California. Questa posizione gli diede la possibilità di avere molte persone a disposizione su cui lavorare. Questo persone di fatto erano i prigionieri, purtroppo.

Quello che provò a dimostrare nella sua via da medico era che, secondo la sua teoria, i criminali potevano essere curati chirurgicamente. Una teoria che rasenta per fantasia quella di Lombroso, che credeva invece che la criminalità fosse un fattore anatomico distinguibile già dalla nascita.



Stanley era convinto che un basso livello di testosterone portasse gli uomini a commettere reati sessuali come stupro o reati di carattere pedofilo.

Per risolvere il problema quindi aveva due soluzioni: la sterilizzazione completa o la sostituzione dei testicoli.

Secondo le sue teorie, se un criminale si fosse ritrovato dei testicoli nuovi, questi lo avrebbero aiutato a non avere impulsi sessuali criminali tipici di chi, sempre secondo le sue teorie, ritrovandosi poco testosterone tendeva più ad un atteggiamento criminale in campo sessuale.

Fu questa la teoria che lo spinse a chiedere ai parenti dei detenuti condannati di poter utilizzare i testicoli dei detenuti morti, così da asportarli e impiantarli nei detenuti ancora vivi.

Di fatto provò inizialmente a sostituire l’intero testicolo aprendo direttamente la sacca dello scroto. Questo metodo però non dava i risultati sperati in quanto in molti casi il corpo rigettava i nuovi testicoli provocando, in alcuni casi, aggravamenti talmente importanti da indurre la morte del soggetto.

Per ovviare a questo problema pensò di cambiare metodo. Il secondo metodo, molto meno invasivo, prevedeva di prendere i testicoli dal donatore, schiacciarli all’interno di una particolare pasta e poi iniettare il tutto nell’addome del ricevente. Terribile il solo pensiero.

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Era un appassionato di vasectomia possiamo dire. Non ne nascondeva la passione attraverso la sua voglia di praticarla. Per questo motivo infatti la promuoveva in tutti i modi, compreso quello dove vantava il fatto di non avere più la possibilità di fare figli o prendere malattie sessualmente trasmissibili. I prigionieri gli credevano e lo fecero operare in molti casi, ottenendo come conseguenze non proprio quelle descritte dal medico nell’atto propagandistico.

La ricerca medica richiede sacrificio, esattamente come fa l’amore. Esiste chi cura senza farsi domande e chi ama senza darsi risposte, in entrambi i casi la malattia andrà avanti di vita in vita, proprio come la convinzione che l’amore non esista.

Per info e approfondimenti: sfgate.com


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