Se cercate un luogo dove il passato oscuro si mescola al presente kitsch con la grazia di una strega in monopattino, Triora è la meta che fa per voi.
Questo borgo medievale incastonato nelle Alpi Liguri, vicino al confine francese, non è solo un gioiello paesaggistico premiato con la Bandiera Arancione. È un manuale aperto su come trasformare una tragedia in un’attrazione turistica, con tanto di parcheggi riservati alle streghe e souvenir che farebbero arrossire persino il Diavolo.
Correva l’anno 1589, e in Liguria la siccità aveva ridotto drasticamente i raccolti. Invece di incolpare El Niño o l’ennesimo capriccio climatico, le autorità locali decisero che la colpa era delle streghe. Perché cercare soluzioni agronomiche quando puoi torturare qualche donna povera, vedova o prostituta? La politica e il potere sono da sempre attratte dalle soluzioni facili, se poi esse comprendono il far leva sulla rabbia dei sudditi (o dei votanti) la soluzione è “perfetta”.

Tra roghi in piazza e processi surreali, a Triora si consumò una delle cacce alle streghe più feroci d’Europa.
Morale: 4 donne bruciate vive, altre decine incarcerate o uccise, e un raccolto che, chissà, forse migliorò solo quando qualcuno si ricordò di pregare per la pioggia. Si perché l’odio si dice accechi ma di fatto sazia anche. Se si odia qualcuno lo si vuole eliminare, a prescindere se la sua morte significa una perdita, l’importante è sfamare l’odio.
Oggi, lo stesso villaggio che un tempo bruciava donne come fossero fascine, celebra il loro ricordo con statue di streghe sorridenti e bambole di pezza col cappello a punta.

Museo della stregoneria: dove il macabro diventa educativo
Se siete tipi da brividi non perdete il Museo di Triora. Tra libri di incantesimi, strumenti di tortura e documenti dei processi, scoprirete che la vera magia era sopravvivere al XVI secolo senza finire sul rogo. Il pezzo forte? La Cabotina, un angolo boschivo dove, secondo i paranoici dell’epoca, le streghe ballavano col Demonio. Oggi è perfetto per un picnic, purché non portiate pentagrammi e scherziate col diavolo, si fa per dire.

Tra sentieri e sortilegi: perché Triora incanta
Triora non è solo streghe e souvenir. È un labirinto di viottoli acciottolati, archi in pietra e montagne che sembrano dipinte da un Dio con il pollice del verde. I sentieri delle Alpi Liguri vi porteranno attraverso foreste che, secoli fa, ispirarono terrore superstizioso. Oggi sono l’habitat naturale di escursionisti in cerca del luogo perfetto.
Triora incanta perché non nasconde le sue cicatrici. È un luogo dove la storia del fanatismo si scontra con la modernità del turismo, dove le “streghe” bruciate sono diventate icone kitsch, e dove ogni vicolo sembra sussurrare: “Attento, il passato può tornare. Ma nel frattempo, compra un portachiavi a forma di gatto nero.”
Visitatelo, ma non solo per le streghe. Visitatelo per ricordarvi che, a volte, la vera magia è sopravvivere alla propria storia.
Fonte: atlasobscura.com



















