Il farmaco Pergonal è uno dei più importanti della storia della medicina riproduttiva. La sua origine, però, è una di quelle storie che i libri di testo preferiscono saltare: fu sviluppato negli anni ’50 in Italia usando l’urina di migliaia di suore, con la benedizione diretta di Papa Pio XII. Una vicenda reale, documentata, e per certi versi più assurda di qualsiasi fiction.
Cos’è il Pergonal e chi lo ha inventato
Il Pergonal è un farmaco a base di gonadotropine umane — in particolare FSH (ormone follicolo-stimolante) e LH (ormone luteinizzante) — usato per stimolare l’ovulazione nelle donne con problemi di fertilità. Fu sviluppato da Piero Donini, chimico dell’Istituto Farmacologico Serono di Roma, alla fine degli anni ’40.
Donini scoprì che le donne in menopausa producono questi ormoni in abbondanza. Le ovaie non rispondono più, ma il corpo continua a mandarli nel vuoto e l’eccesso finisce nell’urina. Donini li isolò e chiamò il composto Pergonal, dall’italiano per gonadi, cioè “dalle gonadi”.
Il problema era uno solo: per ricavare pochi milligrammi di sostanza attiva servivano decine di migliaia di litri di urina. Non esattamente una materia prima facile da reperire.
Lunenfeld, il Vaticano e la soluzione impossibile
Un decennio dopo, il giovane Bruno Lunenfeld, studente di medicina nato a Vienna, venne a conoscenza del lavoro di Donini e si convinse che potesse cambiare la vita di milioni di donne. Presentò la proposta ai dirigenti di Serono: produrre il Pergonal in quantità sufficienti per una sperimentazione clinica. Servivano centinaia di donne anziane disposte a donare la propria urina quotidianamente.
Il presidente del consiglio di amministrazione lo ascoltò, si alzò e rispose: “Molto bello, ma noi siamo una fabbrica farmaceutica, non una fabbrica di orinatoi.”
La svolta arrivò da una direzione inaspettata. Serono aveva una partecipazione rilevante del Vaticano (circa il 25% del capitale) e nel suo consiglio sedeva il principe Giulio Pacelli, nipote di Papa Pio XII. Pacelli portò la proposta allo zio. Il Papa disse sì.
Le suore, i sacchetti e i camion dell’urina

Con l’approvazione papale, le suore anziane residenti nelle case di riposo dei conventi italiani iniziarono a raccogliere la propria urina in contenitori a forma di lacrima foderati di sacchetti di plastica. Gli impiegati di Serono passavano a ritirare i sacchetti e li trasportavano al laboratorio di Roma, dove i tecnici svuotavano tutto in grandi vasche metalliche per la lavorazione.
I numeri del primo anno parlano chiaro: 30.000 litri di urina, circa 100 milligrammi di sostanza attiva estratta, 9.000 fiale da 75 unità, sufficienti per 450 cicli di induzione dell’ovulazione. Con il tempo le donatrici divennero migliaia. Nei primi anni ’60, Serono processava centinaia di migliaia di litri all’anno.
C’era anche un vantaggio tecnico preciso: gli ormoni delle donne incinte avrebbero contaminato i lotti di produzione. Le suore, per ragioni evidenti, offrivano una garanzia assoluta di assenza di gravidanza. Il voto di castità trasformato in requisito di qualità farmaceutica.
Il primo bambino nato grazie al Pergonal
Nel 1962, a Tel Aviv, una donna trattata da Lunenfeld con il Pergonal diede alla luce una bambina sana. Era il primo caso al mondo di gravidanza ottenuta mediante gonadotropine umane estratte. Nei due anni successivi si registrarono altre 20 gravidanze. Il farmaco per la fertilità Pergonal diventò rapidamente un riferimento clinico globale e aprì la strada alle tecniche di riproduzione assistita, inclusa la fecondazione in vitro (IVF).
Il paradosso finale: il Papa che condannò ciò che aveva creato
Nel 1968, Papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae Vitae, che condannava la contraccezione artificiale. Nel 1987, il Vaticano condannò ufficialmente la fecondazione in vitro. Lo stesso farmaco che un pontefice aveva contribuito a sviluppare, raccogliendo l’urina delle suore nei conventi italiani, era diventato lo strumento principale di una procedura considerata peccato dalla Chiesa.
Non è semplice ipocrisia. È la dimostrazione che la dottrina e la pratica medica seguono traiettorie diverse.
Negli anni ’80 e ’90, la tecnologia del DNA ricombinante permise di sintetizzare in laboratorio gli stessi ormoni. Il Pergonal estratto dall’urina fu progressivamente abbandonato e Serono ne interruppe la produzione nel 2004. I sacchetti di plastica, i furgoncini nei conventi, le vasche di metallo, tutto finito.
I bambini nati da quel processo, però, ci sono ancora.
Fonti: qz.com / vanityfair.com
















