tempio del divorzio

In Giappone esiste il tempio del divorzio. Aiuta le donne a divorziare da mariti indegni

Nell’antica Kamakura, in Giappone, esiste un luogo dove le donne, per secoli, hanno trovato rifugio e, sorprendentemente, la libertà dal matrimonio: il Matsugaoka Tōkei-ji. Conosciuto affettuosamente come il “tempio del divorzio” o il “tempio della fuga”, questa istituzione buddista non era solo un luogo di culto, ma un vero e proprio santuario di salvezza per le donne in un’epoca in cui non avevano quasi alcun diritto al divorzio.

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Il Matsugaoka Tōkei-ji fu fondato nel 1285 da Kakusan-ni, la vedova di Hōjō Tokimune, l’ottavo reggente di Kamakura. Inizialmente concepito come un luogo di devozione buddista e un memoriale per il marito defunto, il tempio assunse presto un ruolo sociale cruciale, diventando un faro di speranza per le donne. In un’epoca in cui gli uomini potevano divorziare facilmente dalle loro mogli, ma le donne affrontavano ostacoli quasi insormontabili, il Tōkei-ji offriva una via d’uscita legale e protetta, anche se non proprio convenzionale.

Le donne che fuggivano da matrimoni abusivi o infelici potevano cercare asilo entro le mura del Tempio del Divorzio.

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Una volta entrate, erano al sicuro, poiché agli uomini non era permesso l’ingresso per recuperarle con la forza. Dopo un periodo di servizio e residenza nel tempio, inizialmente di tre anni, poi ridotto a due, le monache del Tōkei-ji mediavano con i mariti per ottenere un divorzio legale. Questa pratica era un’ancora di salvezza unica. Durante il periodo Tokugawa, si stima che circa 2.000 divorzi siano stati concessi attraverso l’intercessione del tempio. Molte donne, una volta libere, tornavano alle loro famiglie d’origine, mentre altre sceglievano di rimanere come monache o di iniziare una nuova vita.

Il tempio non si limitava a concedere il divorzio, ma offriva anche consulenza e supporto, come testimoniato dalle numerose poesie “senryū” scritte dalle donne rifugiate e conservate nel museo del Tōkei-ji. Un luogo di totale protezione e spiritualità, come fosse un castello fortificato nel regno del caos.

Il Tōkei-ji non solo forniva un meccanismo legale per il divorzio, ma fungeva anche da centro di rifugio per donne che cercavano protezione, asilo e santuario. Molte delle monache più illustri del convento erano esse stesse donne che avevano inizialmente cercato rifugio qui. Questa reputazione di “tempio della fuga” e “tempio del divorzio” crebbe esponenzialmente, consolidando il suo ruolo di pilastro per l’emancipazione femminile in un Giappone dominato dalle rigide gerarchie sociali.

La funzione unica del Tōkei-ji come “tempio del divorzio” giunse al termine nel 1873.

In Giappone esiste il tempio del divorzio. Aiuta le donne a divorziare da mariti indegni

Le nuove leggi stabilirono che tutti i casi di divorzio sarebbero stati gestiti dai tribunali di giustizia, privando il tempio di questo suo potere secolare.

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Nonostante le difficoltà, il Tōkei-ji sopravvisse. Sebbene avesse perso il suo sostegno finanziario e il suo status speciale, rimase un convento esclusivamente femminile fino al 1902, quando un uomo assunse la carica di abate e il tempio divenne una filiale sotto la supervisione dell’Engaku-ji. Un evento tragico colpì il tempio nel 1923, quando l’intero complesso, ad eccezione del campanile, fu distrutto dal Grande Terremoto del Kantō. Tuttavia, fu gradualmente ricostruito nel decennio successivo. Chissà se a ricostruirlo sia stata l’azienda più antica del mondo, ovvero la Kongo Gumi.

Oggi, il Matsugaoka Tōkei-ji non è più un tempio del divorzio nel senso legale, ma la sua storia e il suo significato rimangono un potente ricordo della lotta per la libertà e l’autonomia delle donne in Giappone.

Circondato da una lussureggiante vegetazione e noto per la sua bellezza floreale in ogni stagione, il Tōkei-ji continua a essere un luogo di pace e riflessione, testimone di una parte affascinante e spesso trascurata della storia sociale giapponese.

È interessante notare come in una società spesso comandata dal fare, dall’esser forti, dal pensiero flebile dell’esser indistruttibili, solo la spiritualità e i luoghi che la rappresentano, possano essere una via d’uscita concreta da tutto il caos della vita sociale.

Fonti: samurai-archives.com / outlooktraveller.com / wikipedia.org / japan-travel-note.com


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