Se pensavi che la lingerie commestibile o i completini di pizzo fluo fossero il culmine della creatività bizzarra sotto le lenzuola, preparati a qualcosa che risulterà completamente “fuori”.
Dall’Australia arriva una creazione che ridefinisce completamente il concetto di “sexy”, o forse lo seppellisce definitivamente sotto un metro di pelo sintetico e formalina.
Intimo con veri topi tassidermizzati cuciti sopra.
Sì, hai letto bene. Non sono stampe tridimensionali e non sono peluche. Il brand australiano Rat Oddity Gizzard, un negozio specializzato in stranezze e passioni d’altri tempi, è diventato virale sui social per aver lanciato una linea di biancheria intima ribattezzata, con un colpo di genio del marketing, “LingeRAT”.

L’idea iniziale è nata quasi per scherzo: prendere un topo morto (bello e non come quelli venuti male), imbottirlo con l’arte della tassidermia, e cucirlo proprio lì, sul fronte di un paio di mutandine femminili.
Molti si sono chiesti se fosse un fake o l’ennesima provocazione creata con l’intelligenza artificiale, ma la realtà supera la fantasia: l’intimo esiste ed è in vendita a circa 190 dollari australiani (che equivalgono a più o meno 120€). Si, il negozio offre persino spedizioni internazionali.
Si possono indossare?
La stessa stilista ha subito chiarito che questi completini non sono assolutamente pensati per essere indossati nella vita quotidiana, sia per ovvie ragioni di comfort e igiene, sia per non rovinare il roditore. Sono pensati piuttosto come oggetti da collezione per amanti del genere horror-chic o come regali scherzosi per traumatizzare il proprio partner.

Nonostante le rassicurazioni del brand sulla provenienza etica dei roditori utilizzati, le polemiche degli animalisti e dei passanti digitali inorriditi non sono mancate.
Un déjà-vu artistico lungo vent’anni
Nel mondo dell’internet nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si ricicla sotto forma di meme.
Quasi vent’anni fa, tra il 2006 e il 2007, il duo di artisti Kristofer Paetau e Ondrej Brody creò un progetto provocatorio intitolato “TransRatFashion”. In quel caso, gli artisti non si limitarono alle mutande, ma crearono una intera collezione di accessori usando veri topi morti assemblati e arricchiti con falsi loghi di brand di lusso come Chanel. Le foto d’archivio di quel progetto, storicamente documentate in interviste dell’epoca come quella rilasciata a Vice, riemergono ciclicamente su Reddit e sui mercatini di Facebook, ingannando gli utenti che pensano si tratti di inserzioni reali o di follie dell’ultima ora.

Insomma, che si tratti di provocazione o di marketing virale, il topo da passeggio nelle zone intime ha una storia più lunga di quanto avremmo mai voluto sapere. Se stavi cercando un modo originale per ravvivare la serata, l’hai trovato.


















