Le 7 torture più brutali usate per uccidere i Santi

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Nella storia dell’uomo, quando una figura mina i poteri è usanza distruggerla con ogni mezzo affinché di lei non rimanga altro che il ricordo di una persona che ha fatto una brutta fine a causa della sua vita. La punizione esemplare, per quanto assurdo possa sembrare, è servita sempre come lezione per tutti coloro che volessero solo tentare una rivoluzione.

I Santi nella storia non sono stati altro che persone che hanno fortemente creduto alle proprie idee, ispirando migliaia di persone che attraverso la conoscenza della loro vita e sopratutto della loro morte, hanno abbracciato il loro messaggio rafforzandolo.

Lo stesso Gesù Cristo in quanto ritenuto un rivoluzionario pericoloso venne condannato prima alla flagellazione e poi alla crocifissione, cosa molto insolita per quei tempi in quanto torturare una persona che sarebbe poi stata crocefissa era ritenuto una vera e propria perdita di tempo. Il messaggio di Gesù però era grande e tale doveva essere anche la sua sofferenza agli occhi di tutti, con ogni mezzo e ad ogni modo.

Ci sono diverse storie di Santi arrivate fino a noi che raccontano di morti e martiri davvero scioccanti. Alcune storie sono la rappresentazione perfetta di un fenomeno di eccessiva agiografia (come ad esempio la storia di S.Giorgio che combatte contro un drago) altre invece corrispondono abbondantemente alle punizioni esemplari dell’epoca a cui appartengono.

Per intenderci, fra mille anni una punizione tipica dei nostri tempi sarà la sedia elettrica o l’incitazione al suicidio attraverso campagne di denigrazione e odio sui social. Ogni era ha il suo modo di uccidere.

Cos’è l’Agiografia? si intende tutto il complesso delle testimonianze che costituiscono la memoria della vita di un santo e del culto a lui tributato. Fonte: Wikipedia

Ecco quelle che sono state le 7 torture più brutali che hanno visto come vittime martiri Cristiani.

San Lorenzo, arrostito sui carboni ardenti

Lorenzo era un diacono con il compito di gestire i fondi della Chiesa da distribuire ai poveri. La sua colpa fu quella di aver donato troppo, nascondendo ingenti cifre che si rivelarono solo quando gli chiesero la destinazione di quei soldi. Lorenzo confessò che dono tutto ai poveri senza preoccuparsi della ricchezza privata della Chiesa, per questo motivo venne gettato in quello stesso momento sui carboni ardenti, sopra una griglia metallica usata per cucinare.

La rabbia del prefetto romano fu cieca e senza pietà, arrivando a ucciderlo senza pietà nel vederlo cuocere sui carboni ardenti.

Per questo motivo San Lorenzo è rappresentato con una griglia in mano ed è il santo protettore dei cuochi. Una scelta si bizzarra ma con un senso storico impeccabile.


Antipa di Pergamo, cotto vivo in un toro di bronzo

Antipa di Pergamo morì 92 anni dopo la morte di Cristo, questo fa di lui uno dei primi martiri cristiani. La sua morte fu orribile, venne ucciso in quella che oggi è l’odierna Sicilia. A quei tempi era di moda una tortura ideata da un certo Perillo di Atene, morto anch’esso all’interno del “toro”. La caratteristica di questo toro di bronzo, scavato all’interno, era quella del sistema di tubi al suo interno in grado di trasformare le urla dei malcapitati in un vero e proprio suono che usciva dal naso del toro. Un “giochino” davvero tetro. Per saperne di più sul “Toro di Falaride“, clicca qui


Sant’Appiano, picchiato, arrostito e gettato in mare

Appiano di Cesarea morì a 18 anni, dopo aver dedicato una vita allo studio. La sua colpa fu quella di aver contestato pubblicamente un sacrificio, interrompendolo e contestandone l’utilità di tanta crudeltà. Per questo affronto venne preso a bastonate con una mazza contenente chiodi, una volta moribondo venne messo sul fuoco e fatto letteralmente “cuocere” . I suoi assassini si accertarono però che non morisse subito tenendolo in vita il più possibile, affinché la sua tortura potesse continuare. Morì una volta gettato in mare con i piedi legati ad un’enorme pietra.


Eulalia di Barcellona, chiusa in un barile pieno di chiodi e vetro e fatta rotolare

La storia di Eulalia di Barcellona è davvero tristissima. Aveva solo 13 anni quando fu uccisa per non aver rinnegato la sua fede. Venne sottoposta a più torture, così da denigrarla e umiliarla uccidendola nel modo peggiore e cruento possibile.

Per prima venne chiusa in un barile contente chiodi e vetri e fatta rotolare giù per una strada (che in futuro gli verrà intitolata), poi le vennero tagliati i seni e subito dopo venne crocifissa su una croce a X (amata dall’impero Romano ai tempi) e infine decapitata.


San Sebastiano, infilzato dalle frecce e preso a bastonate fino alla morte

Ucciso dalla stessa mano che uccise Eulalia di Barcellona, San Sebastiano venne prima legato a un albero e preso a frecciate finché il suo corpo non ne fosse completamente ricoperto. Nonostante fu riempito di frecce e ridotto “come un riccio”, sembra che sopravvisse a questa tortura.

Per finire il lavoro e cancellare completamente il miracolo della sua sopravvivenza venne poi preso a bastonate fino alla morte, certa.

La sua colpa? Essere Cristiano.

Oggi San Sebastiano è venerato come protettore dei soldati, degli atleti e…degli arcieri.


Eufemia di Calcedonia, torturata sulla ruota e data in pasto poi a due leoni e un orso

Colpevole della sua fede Cristiana, Eufemia venne catturata prima nella sua terra, a Calcedonia vicino l’attuale Istanbul. Dopo la cattura venne torturata con il supplizio della ruota che consisteva nel legarla ad una ruota e farla girare di continuo, così da arrivare a intervenire sulla circolazione sanguigna. Le vennero anche rotti alcuni arti nel tentativo di spezzare la sua resistenza, figlia della sua fortissima fede.

Quando Eufemia non mostrò la sofferenza che il suo aguzzino pretendeva, fu spedita dall’imperatore Diocleziano che provò una nuova forma di tortura lasciandola sola nell’arena assieme a due leoni. La leggenda narra che gli animali gli si avvicinarono e cominciarono a leccargli le ferite, gesto che fece infuriare l’imperatore. Si decise così di togliere i leoni dall’arena e dare ad un orso furioso la possibilità di sfogarsi. Morì.


San Romano di Antiochia, impiccato dopo avergli tagliato la lingua

Romano era un diacono conosciuto come un instancabile predicatore. Una volta catturato venne condannato al rogo, quel giorno però una pioggia incessante spegneva continuamente il fuoco. Romano, visto quello che per lui era un messaggio divino, continuava a predicare mentre la pioggia spegneva il fuoco, urlando preghiere e felicitandosi dell’accaduto.

Per questo venne fatto scendere e gli venne poi tagliata la lingua. Dopo un breve periodo in prigione, fu impiccato.