Le truffe viaggiano al pari delle convinzioni. Più si è convinti di una cosa, più si può essere truffati da qualcuno che la impersonifica. L’umiltà dell’intelletto sta nel riuscire a mettere in dubbio anche le certezze, non per dar vita a un semplice concetto di insicurezza, bensì per aprire le porte al dubbio. Esso non è mai seme di disfacimento, bensì collante di certezze.
Quando desideri talmente tanto una cosa è facile perdere la ragione una volta avuta la parvenza di averla raggiunta. Un truffatore questo lo sa benissimo, ecco perché impersonifica personaggi inarrivabili che però, come per magia, arrivano proprio a te in modo segreto. Non solo la fortuna quindi di poterci parlare, ma anche la fatua consapevolezza di essere la persona “scelta”.

Un esempio lampante è quello di una donna sulla cinquantina di Miryang, in Corea del Sud, che credeva di avere una relazione a distanza con il protagonista di Squid Game, Lee Jung-Jae
Dopo essere stata contattata sui social media da qualcuno che affermava di essere l’attore. Utilizzando immagini dell’attore generate dall’intelligenza artificiale, il truffatore è riuscito ad avere una confidenza con la donna a tal punto da chiederle ingenti somme di denaro.
Lei ci ha creduto.
Per farlo i truffatori usano spesso questo metodo: renderti protagonista di una cosa esclusiva e poi cominciare con delle richieste all’inizio appaiono urgenti e piccole, per poi diventare solo urgenti. Ricorda che se qualcuno ha bisogno, ci sono centri, persone e organizzazioni pronte a intervenire, compresa la banca stessa del VIP di turno che sicuramente non dirà “non ci siamo, chiama un fan su Instagram se vuoi aiuto”.
“Sono l’attore Lee Jung-jae. L’ho contattata per comunicare con i fan”, ha detto il truffatore alla donna la prima volta che l’hanno contattata sui social media. Poi, quando hanno preso confidenza, la conversazione si è spostata sull’app di messaggistica KakaoTalk. Il truffatore ha iniziato a riferirsi alla donna con termini come “tesoro” e “dolcezza”, e questo le ha fatto pensare che la star di Squid Game avesse sviluppato un interesse romantico per lei. Quando Lee Jung-Jae ha iniziato a chiederle soldi, lei non ha esitato.

“Mi ha detto che mi avrebbe rimborsato non appena fosse tornato in Corea. Gli ho creduto”, ha detto la signora truffata alla polizia quando ha finalmente denunciato il truffatore, ma a quel punto aveva già inviato loro oltre 500 milioni di Won, l’equivalente di circa 300.000€ . Lee Jung-Jae ha inventato ogni sorta di giustificazione per chiedere soldi, come essere bloccato in un aeroporto straniero senza possibilità di tornare a casa, usando come supporto alle sue affermazioni delle foto generate dall’intelligenza artificiale del suo documento d’identità e della sua patente di guida come assicurazione.

















