Dal cantante triste al finto medico. 10 fatti originali e poco conosciuti su Umberto Bossi

Dal cantante triste al finto medico. 10 fatti originali e poco conosciuti su Umberto Bossi

Umberto Bossi è stato un personaggio politico che ha lasciato un segno. Conosciuto come il “senatur” anche dopo il tramonto della sua carriera politica, ha vissuto una vita sotto ai riflettori e all’insegna di un’unica missione: la Lega Nord.

Ci sono cose però che non sono conosciute ai più. Fatti che fanno parte della sua vita e stupiscono se associati al netto della figura pubblica che è riuscito a costruire. Scopriamoli.

Partecipò al Festival di Castrocaro nel 1961 con il nome d’arte “Donato” e fu eliminato perché “troppo triste”

Bossi ebbe una breve esperienza come cantautore con il nome d’arte di Donato e nel 1961 partecipò insieme al suo complesso al Festival di Castrocaro. Il motivo dell’eliminazione è documentato: venne bocciato in semifinale perché «troppo triste». Incise in quell’anno per la Caruso un disco a 45 giri con i brani “Ebbro” (boogie woogie) e “Sconforto” (rock-slow), dei quali era co-autore con il maestro Mazzucchelli. Interpellato in merito decenni dopo, Bossi liquidò le due canzoni come «brutte», prendendo le distanze dal suo passato musicale. Di quell’unico 45 giri, secondo il responsabile degli archivi Rai Dario Salvatori, «non c’era neanche un collezionista che avesse una copia» finché un esemplare non fu ritrovato tra i dischi di famiglia di un privato.

Prima di fondare la Lega era iscritto al PCI, e si registrò come “medico” pur non essendolo

Nei primi anni ’70 militò, in rapida successione, nel gruppo comunista de Il manifesto, nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, nell’ARCI e nei movimenti ambientalisti. Nel 1975 risultava iscritto al Partito Comunista Italiano, in quanto versava un contributo d’iscrizione presso la sezione locale di Verghera di Samarate. Il dettaglio più grottesco: nel registro dei tesserati il suo nome compariva alla lettera «B», con alla voce «professione» la dicitura «medico», nonostante non si fosse mai laureato. Per anni negò questa militanza, finché i documenti non emersero pubblicamente.

La sua prima moglie lo lasciò scoprendo che usciva di casa ogni mattina con la valigetta del medico fingendo di andare in ospedale

La prima moglie di Bossi, Gigliola Guidali, raccontò di aver voluto separarsi dopo aver scoperto che Bossi, che usciva tutte le mattine con la valigetta da medico dicendole «Ciao amore, vado in ospedale», in realtà non solo non lavorava come medico ma non si era nemmeno laureato. La separazione fu chiesta nel 1982.

Dal cantante triste al finto medico. 10 fatti originali e poco conosciuti su Umberto Bossi
Ricostruzione AI di Umberto Bossi che canta vestito da medico

Alle prime elezioni politiche a cui si candidò, nel 1983, ottenne solo 157 voti

Alle elezioni politiche del 1983 si presentò in alcune circoscrizioni della Lombardia, insieme ad altri autonomisti, sotto il simbolo della Lista per Trieste, senza essere eletto. Nella circoscrizione Como-Sondrio-Varese ottenne 157 preferenze, commentando: «Sapevo che lo facevo solo per portare la valigia e fare esperienza». L’uomo che quattro anni dopo avrebbe vinto un seggio al Senato con migliaia di preferenze partì letteralmente da 157 voti distribuiti tra tre province.

Il soprannome “Senatùr” gli rimase anche quando era alla Camera (e nacque quasi per caso)

Nel 1987 Bossi si candidò contemporaneamente sia alla Camera che al Senato, vincendo in entrambi i collegi. Dovette scegliere: optò per il Senato, nel collegio di Varese. Da quel momento divenne il «Senatùr» (senatore in lombardo) e il soprannome rimase anche quando, negli anni successivi, tornò a sedere alla Camera. È uno dei paradossi della sua biografia: il suo appellativo più celebre lo accompagnò per decenni anche quando tecnicamente non era più senatore.

Dopo l’ictus del 2004, la sua degenza in una clinica svizzera fu tenuta segreta per 51 giorni

L’11 marzo 2004 fu colpito da un ictus cerebrale grave. Quello che non tutti sanno è che per 51 giorni la sua degenza rimase segreta: Bossi venne trasferito alla clinica Hildebrand di Brissago, nel Canton Ticino, in Svizzera, e la sua presenza lì non fu comunicata al pubblico per quasi due mesi. Solo in autunno tornò gradualmente in pubblico, comparendo per la prima volta in casa propria a Gemonio il 19 settembre di quell’anno, il giorno del suo compleanno.

Era autore di poesie in dialetto lombardo, pubblicate su riviste locali

Bossi è stato anche autore di poesie in lingua lombarda. Una di queste, Scioperu in dur Baset (“Sciopero alla Bassetti”), fu pubblicata nel gennaio 1982 su Ul bartavèll, rivista politico-culturale varesina. Bossi frequentava gli incontri organizzati dal circolo filologico locale sulla storia e gli idiomi del territorio. Questo lato culturale (il poeta in dialetto che frequenta circoli di glottologia) è quasi irriconoscibile rispetto all’immagine del tribuno urlante dei comizi di Pontida.

Conobbe la sua seconda moglie Manuela Marrone a una conferenza di glottologia

Si legò sentimentalmente a Manuela Marrone, di origini siciliane, conosciuta a una conferenza dove parlava di glottologia. Lei era cofondatrice della Lega Lombarda. Il fondatore della Padania che sposò una donna siciliana (figlia del Sud, proprio di quella parte d’Italia verso la quale aveva spesso usato toni ostili) è uno di quegli scarti biografici davvero originali e difficili da spiegare razionalmente.

La sua conversione all’autonomismo fu innescata da un avviso su un muro a Pavia, nel 1979

La svolta autonomista arrivò nel 1979, per caso. Notò a Pavia un avviso dell’Union Valdôtaine, movimento autonomista della Valle d’Aosta. Conobbe il suo leader Bruno Salvadori (che morì un anno dopo in un incidente stradale) e decise immediatamente di unirsi alla sua causa. L’intera parabola politica che portò alla Lega Nord, alla “Padania” e a decenni di storia italiana nacque dunque da un avviso casualmente notato su un muro universitario. Salvadori morì l’anno dopo: Bossi portò avanti quel progetto da solo.

Umberto Bossi è scomparso il 19 marzo 2026 a Varese, all’età di 84 anni. Questa lista è redatta come omaggio documentaristico alla sua biografia meno raccontata.

Le condivisioni su Novabbe.com diventano donazioni. Gratuite, anonime, paga tutto Novabbe.
Donati fino ad ora
€ 189,25

Ti piace Novabbe.com? Unisciti !

Non perderti niente di Novabbe.com, unisciti usando l’app o il social che preferisci.


Sugli stessi argomenti, leggi anche: