Nel fenomeno noto come effetto verità illusoria, affermazioni ripetute diventano più facili da elaborare cognitivamente e, proprio per questo, ci appaiono più vere. Sperimentazioni dal 1977 hanno mostrato che più volte riascoltiamo o leggiamo una frase, anche se falsa o contraddetta dalla conoscenza, più tendiamo a giudicarla attendibile. Curiosamente, la fiducia aumenta soprattutto già alla seconda esposizione, e ulteriori ripetizioni aggiungono poco alla sensazione di verità.

Questo meccanismo, basato sulla fluidità cognitiva, si rivela sorprendentemente potente: persino esperti, consapevoli dell’errore, possono cadere nella trappola. In un mondo saturo di “bufale” e slogan ripetuti sui social, capire che la familiarità equivale spesso a “verità” diventa cruciale. Come evitare tutto ciò? Notate chi ripete sempre i soliti slogan, per farlo potete aiutarvi leggendo le regole scritte da Noam Chomsky.


















