È un dibattito acceso quello tra schermi e benessere mentale, ma una nuova prospettiva sta emergendo con forza: i videogiochi potrebbero non solo essere un passatempo innocuo, ma persino un’alternativa più salutare rispetto all’uso sfrenato dei social media. Contrariamente a quanto si possa pensare, l’interazione con mondi virtuali complessi offre sorprendenti benefici per la mente, affinando abilità cognitive cruciali e persino supportando il benessere psicologico. Preparati a scoprire come il joystick possa diventare uno strumento di crescita.
Il tuo cervello è un muscolo e i videogiochi sono un ottimo allenamento.
Una ricerca pubblicata su American Psychologist nel 2013, condotta da Isabela Granic e colleghi della Radboud University, ha messo in luce come specifici generi di videogiochi (come gli sparatutto) possano migliorare le abilità spaziali in modo comparabile a quello che si otterrebbe con corsi accademici formali [1].

Immagina: navigare in ambienti tridimensionali complessi non è solo divertente, ma allena la tua capacità di percepire e manipolare gli spazi, una competenza vitale nella vita quotidiana.
Ma i benefici non si fermano qui. Ogni videogioco è, in fondo, una serie di problemi da risolvere. Dalla strategia di un gioco di ruolo al superamento di ostacoli in un platform, i giocatori sono costantemente stimolati a elaborare strategie, prendere decisioni rapide e adattarsi a situazioni impreviste. Questo processo continuo di problem-solving non solo rafforza le capacità analitiche, ma stimola anche la creatività. È stato osservato che giocare a qualsiasi tipo di videogioco può aumentare le capacità creative, anche nei più giovani.
La differenza la fa il tipo di gioco a cui ci si presta. Giocare a Fortnite ad esempio richiede un impegno spesso eccessivo, giocare a Scream Go Hero no. Certo, sono due giochi completamente differenti ma l’esempio serve a illustrare come sia produttivo cercare un equilibrio sempre, anche quando si tratta di titoli di videogiochi.
Imparare ad accettare il fallimento come opportunità
Nel mondo reale, il fallimento è spesso temuto. Nei videogiochi, è una parte integrante del processo di apprendimento. Ogni “game over” non è una fine, ma un’opportunità di rivedere la strategia, imparare dagli errori e riprovare con maggiore consapevolezza. Questa dinamica, che porta i giocatori a rispondere al fallimento con “eccitazione, interesse e gioia” [1], insegna una lezione fondamentale: la persistenza paga. Nei social invece il perdente riceve due tipi di reazioni: denigrazione o compassione. Nei social quindi non esiste una via di mezzo che, come nel caso del “game over”, rappresenti semplicemente un punto dalla quale andare avanti senza il bisogno di una convalidazione sociale.

Questa lezione si traduce in una maggiore resilienza anche fuori dallo schermo. Uno studio del 2013 della Florida State University ha evidenziato come i gamer fossero più propensi a dedicare tempo ed energie a enigmi complessi, dimostrando una tenacia superiore rispetto ai non-gamer [2]. L’immersione in questi ambienti ludici insegna che la perseveranza di fronte agli ostacoli porta a ricompense, un atteggiamento psicologicamente sano e incredibilmente utile.
Benefici per il benessere mentale
La pandemia di COVID-19 ha offerto un’opportunità unica per studiare l’impatto dei videogiochi sul benessere mentale. L’esplosione della domanda di console ha permesso a una ricerca pubblicata su Natural Human Behavior, basata su quasi 100.000 partecipanti tra il 2020 e il 2022, di dimostrare che possedere una console in quel periodo era associato a benefici tangibili per la salute mentale [3].
È vero, il quadro è sfumato e dipende dal tipo di gioco: un articolo del 2021 pubblicato da The Royal Society, analizzando dati di gioco da Animal Crossing: New Horizon e Plants Versus Zombies, ha trovato una “piccola relazione positiva tra il gioco e il benessere affettivo” [4], ma altri dati hanno mostrato effetti neutrali. Tuttavia, non si può negare che alcuni titoli siano intrinsecamente più rilassanti e che il gioco online con amici offra benefici sociali significativi, mitigando la solitudine e favorendo la connessione.

Videogiochi contro social media: chi vince per la mente?
Il titolo non è provocatorio, ma basato su evidenze. Sebbene sia fondamentale bilanciare il tempo trascorso sugli schermi con altre attività, i videogiochi potrebbero presentare meno svantaggi rispetto ai social media. Uno studio del 2021 pubblicato su Frontiers in Psychology ha esaminato i lati oscuri dell’uso eccessivo di entrambi, trovando rischi per la salute mentale in entrambi i casi. Tuttavia, l’abuso dei social media è risultato associato a problemi psicologici, bassa autostima e difficoltà sociali in misura maggiore rispetto all’eccessivo gaming [5].
Bisogna considerare anche che il semplice “scrollare” di continuo sui social, di fatto sembra ridurre letteralmente la materia grigia nel nostro cervello.
I sintomi del “Disturbo da Social Media” hanno mostrato legami più forti con sintomi psicosomatici rispetto al “Disturbo da Gioco su Internet” [5]. Questo non vuol dire che i videogiochi siano esenti da rischi, ma suggerisce che, in un confronto diretto sulla salute mentale, potrebbero rappresentare l’opzione meno dannosa rispetto all’uso sfrenato delle piattaforme social, soprattutto se si è esposti a fenomeni come il cyberbullismo o la “performance” sociale.
In sintesi, i videogiochi, se giocati con moderazione e consapevolezza, offrono un terreno fertile per lo sviluppo di abilità cognitive, la coltivazione della resilienza di fronte al fallimento e possono persino contribuire al benessere mentale. Lontani dall’essere un mero spreco di tempo, rappresentano un’opportunità stimolante e, sotto certi aspetti, una scelta più consapevole per la tua mente rispetto al vortice dei social media.
Riferimenti:
- [1] Isabela Granic, Adam Lobel, & Rutger C. M. E. Engels (2013). The Benefits of Playing Video Games. American Psychologist. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24295515/
- [2] Valerie J. Shute, Matthew Ventura, & Fan Luo (2013). The relationship between video game use and a performance-based measure of persistence. Computers in Human Behavior. https://myweb.fsu.edu/vshute/pdf/pbmp.pdf
- [3] Hiroyuki Egami, Md. Shafiur Rahman, Tsuyoshi Yamamoto, Chihiro Egami, & Takahisa Wakabayashi (2024). Causal effect of video gaming on mental well-being in Japan 2020–2022. Nature Human Behaviour. https://www.researchgate.net/publication/383235652_Causal_effect_of_video_gaming_on_mental_well-being_in_Japan_2020-2022
- [4] Niklas Johannes, Matti Vuorre, & Andrew K. Przybylski (2021). Video game play is positively correlated with well-being. Royal Society Open Science. https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rsos.202049
- [5] Joël Billieux, Mark D. Griffiths, Frank P. Van der Heijden, & Mike Allen (2023). Screen time and addictive use of gaming and social media in relation to health outcomes. Frontiers in Psychology. https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2023.1258784/full



















