La voglia di intrattenere è la pancia perfetta dove far crescere ogni tipo di contenuto trash. Che sia una trasmissione televisiva o un evento sportivo bizzarro non conta, l’importante è avere voglia di intrattenere. Nel 1963 ad esempio, migliaia di persone si presso le rive del Puget Sound vicino al Tacoma Narrows, a Washington, per assistere a quello che sembrava essere un evento troppo assurdo per essere vero.

I campionati mondiali di Wrestling dei polpi.

Uno sport davvero bizzarro dove uomo e polpo si scontravano fino all’ultima goccia di acqua salata.

Le regole erano semplici: squadre di tre subacquei sarebbero scese nelle acque a una profondità compresa tra i 9 e i 15 metri e avrebbero fatto del loro meglio per afferrare un polpo e trascinarlo in superficie. Chi tirava fuori dall’acqua il polpo più grande vinceva il trofeo. In quella celebre gara furono catturati un totale di 25 polpi giganti del Pacifico, il più pesante pesava quasi 30 kg.

È esistito il Wrestling dei polpi. Ecco come funzionava tra pugni e tentacoli
Il titolo del giornale con la foto del Polpo più grande catturato durante la gara.

Una delle prime gare del campionato del mondo di Wrestling dei polpi, svoltasi in una piovosa giornata di novembre del 1957, a Tacoma, attirò una folla di duecento spettatori.

Nella versione americana del gioco c’erano due categorie: una in cui usavi l’attrezzatura subacquea e l’altra in cui non lo usavi. Si otteneva il doppio dei punti per chilogrammo di polpo catturato qualora la cattura fosse avvenuta senza attrezzatura subacquea. Sebbene i polpi non siano molto aggressivi, i subacquei dovevano fare attenzione ai tentacoli che potevano afferrare le loro maschere o il tubo dell’aria.

Dopo che gli animali venivano trascinati a riva, venivano pesati e una volta terminata la partita, mangiati, dati all’acquario locale o restituiti al mare.

È esistito il Wrestling dei polpi. Ecco come funzionava tra pugni e tentacoli
Nettuno, sotto le sembianze di un giovane nudo con una corona, combatte un polpo con il suo tridente.

L’interesse per il wrestling del polpo è morto con la stessa rapidità con cui è iniziato e, a metà degli anni ’60, gare così insipide non erano più popolari. Fondamentalmente in un’era dove le persone non potevano vivere l’esperienza in modo interattivo come oggi, doveva risultare abbastanza noioso attendere che i sub risalissero con l’eventuale bottino.

Diciamo che ai tempi l’attrazione principale erano appunto i polpi, non la lotta. Se tutto avvenisse in una vasca trasparente, come quella dove un uomo combatté contro un’anaconda, allora l’intrattenimento sarebbe stato sicuramente diverso. Oggi uno sport del genere, con tutta la tecnologia che ci ritroviamo a disposizione, avrebbe avuto una fine diversa o perlomeno un’esistenza più lunga.

Nel 1976, lo stato di Washington ha deciso per una legge che rendesse illegale catturare o molestare un polpo. A Bari tutto questo è fantascienza.

Fonte: seattletimes.com

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