Yaoya Oshichi disaster girl

Yaoya Oshichi: la ragazza che ha cercato di incendiare Tokyo per amore

Inverno 1682, Edo (l’attuale Tokyo), un incendio divampa nella città costruita con un materiale onnipresente: il legno. Le persone perdono le proprie abitazioni, la tragedia è in atto. Chi sopravvive si rifugia presso i templi di zona, accolto dalle braccia dei monaci che offrono il loro operato fino a che la situazione non torna alla normalità. Tra le persone che trovano rifugio c’è la piccola Yaoya Oshichi.

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Nei giorni trascorsi nel tempio, Oshichi trova l’amore, anche se platonico in quanto si tratta di un giovane monaco conosciuto come Kichisaburō.

Yaoya Oshichi: la ragazza che ha cercato di incendiare Tokyo per amore
Yaoya Oshichi

Di fatto non è un vero e proprio monaco ma una specie di chierichetto, per fare un paragone con la religione cristiana.

Quando l’emergenza finisce e Oshichi torna a casa insieme alla sua famiglia, si rende conto di avere un problema molto grosso: si era innamorata perdutamente di Kichisaburō.

L’amore, si sa, è la vittoria dell’irrazionalità. Se la razionalità è riflettere secondo ciò che si è visto e vissuto fino a quel momento, l’amore è la chiave di accesso per andare oltre. Senza amore per la conoscenza non sperimenteremmo. Senza amore per il prossimo non conosceremmo persone che non coincidano con un nostro bisogno o ambiente. Senza amore per la vita non rischieremmo. Il rischio è malevolo solo quando è privo da una motivazione d’amore, sia anch’esso un pericolo per la vita stessa. L’amore è la possibilità che non sai di avere ma senti di poter usare.

Yaoya Oshichi: la ragazza che ha cercato di incendiare Tokyo per amore
L’esecuzione di Yaoya Oshichi

Oshichi sentiva tutto questo, solo che non sapeva come raggiungere il suo amato viste le due vite completamente opposte. Quindi pensò di fare la cosa più logica, e pericolosa, che le venne in mente: riprodurre le condizioni con cui si sono conosciuti.

Yaoya Oshichi decise quindi di incendiare Tokyo, nuovamente.

Fortunatamente per la cittadinanza il suo tentativo non andò a buon fine e l’incendio fu da subito domato. Questo però fu un grave errore, in primis perché mise a rischio la vita degli altri (l’amor proprio non dovrebbe mai prevaricare gli altri) e poi perché quel tipo di reato all’epoca vedeva una sola soluzione: la condanna a morte.

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Quando il Giudice comprese le ragioni della giovane ragazza, provò a scagionarla ragionevolmente usando la sua età. All’epoca, i ragazzi sotto i 15 anni non erano condannabili. Oshischi ne aveva 16. Il giudice più volte le chiese la sua età di fronte a tutti, accompagnandola quasi a rispondere 15, mentre lei in tutta sincerità rispose 16. Questo la portò alla condanna a morte nonostante la benevolenza del Giudice.

Il 29 marzo 1683, Yaoya Oshichi finisce sul rogo, condannata dalla sua onestà e dai suoi sentimenti.

Yaoya Oshichi: la ragazza che ha cercato di incendiare Tokyo per amore
La tomba di Yaoya Oshichi

Questa storia non fini qui. Ebbe un singolare impatto sulla credenza popolare Giapponese. La ragazza era nata infatti durante l’anno del Cavallo di Fuoco, un evento che si ripete ogni 60 anni. Le persone incominciarono a credere che non fosse una buona idea far nascere una donna in corrispondenza di quell’anno. Proprio per questa superstizione si misurò che sia nel 1906 che nel 1966, si verificano notevoli e misurabili crolli nei tassi di natalità in Giappone, con molte coppie che ritardano le gravidanze o ricorrono all’aborto per evitare di far nascere una figlia sotto il segno sfortunato. Nel 1966 il calo fu del 25% rispetto all’anno precedente.

Le superstizioni sono il modo con cui l’uomo ascolta la casualità del destino provando a prendere nota di suggerimenti non trascrivibili ma tramandabili.

Fonte: Wikipedia


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