Una prigione non è mai un bel posto dove ritrovarsi, se poi si aggiunge la possibilità di essere torturati con gli escrementi di galline, il tutto diventa un inferno.

Nel 1898 durante l’occupazione della Thailandia da parte delle truppe Francesi, i soldati europei decisero di usare quella che era una costruzione simile a una torre di guardia e trasformarla in una prigione mai vista prima, quasi innovativa direi.

La prigione venne chiamata dai locali “Khuk Khi Kai” (prigione di cacca di pollo) e il nome non era nato così per caso, anzi, era la descrizione più chiara possibile per quel luogo.
Al suo interno venivano rinchiusi coloro che si opponevano all’invasione da parte dei Francesi. Tutti insieme, tutti in un’edificio che non aveva nemmeno un tetto. Se i prigionieri volgevano lo sguardo al cielo altro non vedevano che un’allevamento di polli che camminava su una rete messa al posto del tetto.

I polli, costretti ad uno spazio recintato, usavano fare i bisogni dappertutto, riempiendo man mano il tetto che gradualmente faceva cadere attraverso le fessure della rete la cacca direttamente sui prigionieri sottostanti.
Ma perché punirli con gli escrementi di pollo?
Gli scrementi di pollo hanno un odore forte e insopportabile. Quando li si respira si avverte la forte presenza di odore di ammoniaca, cosa che provoca vomito e nausea se esposti a lungo.
Oltre al vomito l’ammoniaca negli escrementi una volta respirata tende a essere corrosiva, per questo motivo una lunga esposizione provoca bruciore alla gola, agli occhi e alle vie respiratorie in generale.

Una punizione terribile.
Fonte: wikipedia.org






