Sono sempre sul polso e il loro lavoro è tanto delicato quanto duro sotto alcuni punti di vista: gli orologi. Nonostante siano sottoposti a continui stress loro funzionano sempre benissimo, e non parlo di quelli digitali (sarebbe troppo semplice) ma di quelli analogici.
Gli orologi sono formati da decine di minuscoli pezzi che tutti assieme danno vita alla magia del movimento necessario a scandire il tempo.
Ma cosa succede quando un orologio si rompe?

Come tutto il resto, finisce nella spazzatura assieme al suo esercito di piccoli pezzi di ricambio. Un mercato in continua evoluzione e affamato di vendite non vede di buon occhio il riuso, il perché è presto detto, se la maggior parte dell’economia si basa sull’arricchimento derivante dall’uso, cosa se ne fa del riuso? Nessun guadagno, nessun interesse.


Dan Tanenbaum è un imprenditore che opera nel settore della tecnologia. Appassionato di orologi, li colleziona lasciandosi persuadere dal loro fascino. Un giorno portandone a riparare alcuni nota quanti pezzi vengono gettati via durante una normale riparazione. Innamorato di quegli orologi e della fine meccanica che li compone, decide di raccogliere questi pezzi e cominciare a costruirci qualcosa.

Le sue opere sono prima delle moto (credo la seconda passiona di Dan), poi facendosi aiutare dalla famiglia che ha sostituito il divano e la tv la sera con questa passione, ha cominciato a realizzare anche altri tipi di oggetti, più complessi sotto l’aspetto delle dimensioni.

Ogni opera richiede dalle 30 alle 50 ore di tempo per essere realizzata. Oltre al tempo bisogna avere in abbondanza la fantasia e la creatività, due cose che probabilmente riscoprirete concedendovi del tempo.


Potete seguire le sue creazioni su Instagram. Ne vale la pena.





