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Il bello della vita, anzi per essere precisi della nostra permanenza sulla terra, sta sopratutto nella miriade di possibilità a cui siamo esposti. La nostra vita può essere talmente tante cose che spaventa il numero di possibili vicissitudini probabili.

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Prendete ad esempio quello che viene definito il volto più baciato della storia, conosciuto come “La sconosciuta della Senna”

Siamo nel 1880, a Parigi. Durante una giornata come tutte le altre viene ritrovato un corpo sulle sponde del fiume Senna. È una donna, giovanissima e anonima. Non ha documenti con se né nulla che possa aiutare chi l’ha trovata a identificarla. Nessuno dopo il ritrovamento ha mai riconosciuto quella donna così da poterle dare un nome.

Viene portata in obitorio per comprendere qualcosa di più sulla sua morte e cercare di ricostruire così anche un pezzo della sua vita.

Il medico che esaminò il corpo venne così rapito dalla bellezza di quel sorriso enigmatico che decise di conservarla nel tempo facendone uno stampo.

volto della ragazza misteriosa annegata nel fiume senna
Lo stampo del volto della sconosciuta della Senna.

Alla storia il volto di questa ragazza resterà sempre il volto dell’”lnconnue de la Seine” (in italiano: La sconosciuta della Senna). La sua serenità apparente, la dolcezza delle linee sul viso e le proporzioni dello stesso hanno reso questo volto sempre più affascinante, grazie anche alla storia che lo accompagnava.

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La sconosciuta della Senna non ha mai avuto un’identità, tutt’oggi.

volto della ragazza misteriosa annegata nel fiume senna

Ciò che l’ha resa così celebre, appioppandole il nome del volto più baciato al mondo, fu una scelta avvenuta nel 1958 quando venne costruito il primo manichino medico realizzato per insegnare le tecniche di rianimazione. Ad oggi il viso utilizzato per realizzare questo manichino è ancora quello della sconosciuta della Senna.

Ragazza sconosciuta muore annegata e diventa il volto più baciato della storia
Il manichino utilizzato per insegnare le tecniche di rianimazione. Creato nel 1958 si chiama Resusci Anne.

Chissà se qualche museo realizzerà mai un manichino ricostruito ad arte con il volto della ragazza. Magari visto l’alone di mistero che avvolge questa storia c’è chi potrebbe anche credere in un miracolo di conservazione, i precedenti non mancherebbero.

Mi piace credere che in un modo o nell’altro, passando dal misticismo ai veri misteri irrisolvibili, questa giovane ragazza sapesse che fine avrebbe fatto il suo volto una volta finita la sua vita, per questo sorridesse.

Fonte: Wikipedia

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