I nazisti non erano degli sprovvisti, altrimenti non sarebbero risultati una minaccia mondiale seria, questo sia chiaro. Nella follia di un solo popolo a comandare sul mondo intero c’era del genio nell’applicare crudeltà e convinzioni su una società troppo impreparata a tale follia.


Quando qualcuno è super convinto delle sue teorie, diventa più facile prenderlo per i fondelli in quanto accarezzandone le convinzioni lo si distrae dal resto. Puoi fargli credere a qualsiasi bugia, non importerà il racconto per lui ma la conclusione.

La storia di Hans Bellin, fotografo tedesco durante la seconda guerra mondiale, ne è la dimostrazione.

Se sei appassionato di storia conoscerai quella della “perfetta bambina ariana” che poi si rivelò (solo dopo molti anni, nel 2014 circa) una bambina ebrea a tutti gli effetti.



Tutto inizia da una coppia di genitori, ebrei, che porta la propria bambina in uno studio fotografico per realizzare qualche foto da tenere come ricordo. Quando Jacob Levinson porta la bambina dal fotografo non sa che quel momento sta per diventare uno degli epic fail, ovvero una pessima figura, più grandi di sempre fatta dai nazisti.

Hans Bellin ligio al suo dovere di immortalatore di momenti realizza gli scatti fotografici e dopo averli sviluppati, visto l’ottimo risultato, ne conserva uno in studio da tenere in vetrina.

"La bambina ariana perfetta", ed invece era ebrea. Hans Bellin, il fotografo che prese per il culo i Nazisti
Hessy Levinson al giorno d’oggi posa assieme a una delle rare copertine rimaste di quel numero di Sonne ins Haus

Tutto scorre a gonfia vele fino al momento in cui la rivista più letta di quegli anni in Germania, grazie alla censura applicata a tutte le altre riviste non conformi al nazismo, indice un concorso fotografico per trovare la più bella bambina ariana, quella che avrebbe rappresentato a pieno come dovrebbe essere una bambina perfetta figlia della razza.

Il concorso era stato pensato da Hermann Goering, diventato poi uno dei principali luogotenenti di Hitler. La rivista si chiamava Sonne ins Haus ed era principalmente piena di racconti di uomini vittoriosi con addosso svastiche e materiale simile, pura propaganda insomma.

Ai fotografi di tutta la Germania venne chiesto di partecipare alla ricerca di questa bambina perfetta inviando un massimo di 10 foto alla redazione. Hans Bellin tra le foto che inviò inserì anche quella della piccola Hessy Levinson, senza pensarci due volte, cosciente che quella bambina era figlia di genitori ebrei.

Una bravata la sua che non si sa se sia nata da un semplice spirito di perculismo (termine che non esiste ma descrive perfettamente l’arte di perculare, ovvero prendere in giro) o da un tentativo di diventare illustre grazie al suo scatto visto lo splendido risultato ottenuto.

Hessy Levinson, grazie alla sua bellezza e all’iniziativa del fotografo, venne scelta per rappresentare la bambina ariana perfetta.

"La bambina ariana perfetta", ed invece era ebrea. Hans Bellin, il fotografo che prese per il culo i Nazisti
La copertina di Sonne ins Haus con Hessy Levinson

La sua foto fu messa come copertina di Sonne ins Haus e distribuita in tutta la Germania. Il gesto però non si rivelò tanto furbo in quanto quando i genitori di Hessy videro la figlia sbattuta in copertina con tanto di invito ad ammirarne la bellezza “ariana”, capirono subito il pericolo in cui stavano andando incontro qualora fosse stata scoperta la verità.

Per questo furono costretti a nascondere la bambina dagli occhi di tutti, per preservarne l’identità almeno per un po di tempo, quello necessario ad organizzare un trasloco in una zona più sicura oltre al tempo necessario perché le persone dimenticassero quel volto.

Immaginate cosa sarebbe successo se i nazisti avessero scoperto questa enorme presa in giro. Avrebbero punito tutto e tutti con la crudeltà e la teatralità che ne ha caratterizzato la triste storia.

La storia di Hessy Levinson e della sua foto venne tenuta nascosta anche dopo la fine della guerra, poiché sulla carta era tutto finito, di fatto però molti nazisti nostalgici si rivelarono comunque pericolosi, proprio come purtroppo accade al giorno d’oggi nonostante le leggi che ne vietino l’apologia.

Solo nel 2014 venne tutto fuori. Almeno per questa storia possiamo dire che Nazisti 0 – Troll 1.

Fonte: ilpost.it


Dona 1 centesimo in beneficenza (senza chiedere soldi a nessuno) ogni volta che ne condividi i contenuti su Twitter, Telegram, Whatsapp o Messenger. È il primo sito al mondo a farlo. Dall'unione delle parole "condivisioni" e "donazioni" nascono le CONDIVIZIONI.


Mi definisco un menestrello 2.0: vivo parlando di contenuti che stupiscono, divertono e ispirano. Ho creato e curo Novabbe.com (completamente da solo) per questo. Grazie alla mia idea delle Condivizioni aiuto chi ha più bisogno con l'aiuto di tutti e senza chiedere soldi a nessuno. Amo la curiosità, odio l'ignoranza.