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Si vive soltanto quando si sceglie di farlo, tutto il resto è mera sopravvivenza. Non c’è nulla di male a voler sopravvivere e basta, non c’è nessuno che può vietarti di farlo, è libertà anche scegliere di non far nulla, basta che ci sia la coscienza di ciò che si compie, così se la propria vita sembra vuota e ripetitiva sapete che voi non siete le vittime ma i carnefici.
Ragionamenti come questi si compiono quando si ha la possibilità di arrivarci, che sia per un input di tristezza o uno di raccoglimento, è innegabile che solo l’esperienza può dare spunti di riflessione. Non l’età, ma la l’esperienza, poiché puoi essere vecchio e non aver mai riflettuto o giovane e non esserti mai fermato dal farlo.

Lei si chiama Inge Ginsberg ed è una signora di 96 anni sopravvissuta all’Olocausto. Alla sua età ha sentito il bisogno fremente di comunicare un messaggio, con la musica, ma non sapendo cantare e non potendo neanche farlo in quanto non si reputa intonatissima, ha scelto uno stile musicale dove le parole contano più del tono in cui le dici: il Death Metal.

Inge nella vita è una scrittrice. Nata nel 1922 da una famiglia benestante austriaca, visse la seconda guerra mondiale perseguitata assieme alla famiglia. Il padre riuscì a scappare in Inghilterra mentre la madre si ritrovò a dover barattare tutti i gioielli e gli averi della famiglia per salvarsi assieme alla figlia e trovare rifugio in un centro per profughi di guerra in Svizzera.

Alla fine della guerra sposò un musicista e andò a vivere a Los Angeles dove iniziò a collaborare con il marito scrivendo testi per canzoni dello spettacolo. Le parole e la musica sono state la sua vita.

Negli ultimi anni ha rispolverato quella grinta che l’ha portata ad avere il piacere di guardarsi indietro nella vita, così ha espresso la sua volontà di comunicare ai più giovani proprio ai suoi giovani amici e loro le hanno consigliato, dopo un’attenta riflessione, di provare con il death metal, musica che risulta perfetta per le sue intenzioni. Tosta, virtuosa, espressiva, vera, potente…è il Death Metal.

Il gruppo con cui collabora si chiama “Tritone Kings“. Inge ha rivelato in una breve intervista alla bbc che il suo trucco per restare giovane è per l’appunto restare con i giovani, circondarsi della loro energia e delle loro idee e continuare a vivere come in quel periodo di vita, quando l’idea di “limiti” non ti sfiora nemmeno.

Un po per la sua esperienza, un po per il suo spirito, l’unica dipendenza di Inge è diventata la libertà. Se questa è un’espressione di libertà, la prossima volta che devo dare gli auguri a qualcuno, gli auguro di essere il più libero possibile.

Guarda il video di “Totenköpfchen”

È davvero un trip assoluto sentire come canta in Austriaco e in Inglese. Vi immaginate se i Nazisti avessero saputo che dopo la loro sconfitta, molti anni dopo, ci sarebbe stata una sopravvissuta che avrebbe cantato contro il loro messaggio proprio con una lingua che somiglia molto al tedesco e in più con uno stile musicale che spesso viene associato erroneamente alla violenza o al male.

Quando ci si riempie di pregiudizi e ignoranza, cambiare diventa difficile e comprendere il mondo quasi impossibile. Condividi il Tweet

Lo sapevi che esiste una band metal formata solo da Chihuahua? Ascoltala, clicca qui