17 ore di viaggio nel deserto, su un treno, senza un tetto e sdraiato sulle pietre. Accade in Mauritania.

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La Mauritania è una nazione in Africa la cui superficie è prevalentemente desertica. Praticamente per oltre il 70% della nazione, troverete solo sabbia, dune, temperature folli e tempeste che non perdonano. Eppure c’è chi ci vive e addirittura chi ci lavora.

Intorno agli anni 60 vennero scoperti diversi giacimenti minerari intorno alla montagna più alta della Mauritania, la Kediet ej Jill. Da quel momento la necessità di questi minerali accese una corsa a chi poteva estrarne di più. Venne costruita una ferrovia in mezzo al nulla, con partenza da M’Haoudat e arrivo sulla costa oceanica , a Nouadhibou.

La ferrovia fu completata nel 1963 e da quel momento divenne per gli abitanti del luogo l’unico mezzo di trasporto e comunicazione con l’esterno. Il deserto rendeva impossibile la traversata a molti cittadini, non che fossero milioni, testimonianze dell’epoca parlano di una comunità che comprendeva tre “paesi” costruiti lungo la ferrovia. La comunità, quasi totalmente impiegata all’estrazione dei minerali, conta circa 50.000 persone.

Il treno compie un viaggio ogni giorno, condizioni meteo permettendo, trasportando tonnellate su tonnellate di “terra e sassi” che sarà poi caricata sulle navi in partenza per la Cina e l’Europa. I minerali quindi, una volta estratti, vanno a riempire gli enormi contenitori del treno che riescono a caricare in tutto la bellezza di 22.000 tonnellate di materiale, questo enorme peso fa di questo treno il più lungo e pesante al mondo.

Ma assieme ai materiali, anche le persone hanno bisogno di essere trasportate. Nessun problema, un treno due soluzioni. Questo mezzo di trasporto viene infatti usato dai lavoratori e dagli abitanti della zona per andare a fare rifornimenti presso la costa. Non ci sono altri mezzi per farlo, quindi o si passa da li o si muore.

Il costo di un viaggio nelle due carrozze poste a cosa del treno è di 3 dollari circa ma non tutti scelgono di pagare. I motivi principali sono due: la povertà assoluta e l’esistenza di un’alternativa. Le carrozze dedicate alle persone non sono mai state sostituito dagli anni 70 ad oggi, risultano quindi fatiscenti, senza nessun tipo di comfort, maleodoranti e sempre piene di persone al limite della capienza. Stipati come animali praticamente. Eppure c’è un bagno funzionante a bordo, almeno quello.

Chi decide che spendere soldi per un viaggio al limite della sopportazione è un’idea folle, verte sulla seconda scelta, il viaggio gratis. Sale così sul cumulo di minerali e armato di una coperta affronta il caldo torrido di giorni e il freddo pungente della notte nel deserto. Un viaggio davvero in extremis.

Pensate che alcuni viaggiatori hanno testimoniato che la notte, quando il freddo diventa insopportabile, usano scavare nelle pietre così da ottenere una specie di rifugio di fortuna. Condividi il Tweet

Il treno compie un viaggio di 700km in totale ad una velocità di massimo 50km/h. Compie meno di 10 fermate e dato che gli uomini non sono il suo cliente ideale, per ogni fermata tende solo a rallentare in modo da dare a tutti la possibilità di salire al volo. Molti usano questo tempo per scendere al volo e fare i propri bisogni, sempre con quel senso di fretta utile a non perdere il treno. Mi immagino già la scena a defecare con gli occhi puntati dritti sul treno, poi una volta finito, pulirsi e correre per riprenderlo al volo. Se vi chiedete perché non si fermi è facile capire che deve seguire una tabella di marcia e inoltre fermare un mostro del genere significa consumi elevati nel momento in cui lo si riavvia.

Arrivato sul mare, a destinazione, gli operai scaricano l’intero treno nel più breve tempo possibile, così che poi sia pronto a ripartire. Nel frattempo chi vi era prima a bordo scende a prendere le provviste utili al villaggio, stando sempre attento a non tardare, altrimenti il treno parte senza troppi complimenti.

Ecco che il viaggio ricomincia, destinazione casa.

Fonte: https://www.nytimes.com/ – Foto: https://www.flickr.com

C’è chi sul tetto di un treno soffre e sopravvive, chi invece organizza uno spettacolo di pallacanestro in free style, come questo. Clicca qui