La brutta avventura vissuta dai 12 ragazzi nella grotta in Thailandia è finita. Tutto il mondo ha vissuto la vicenda con il fiato sospeso, data la pericolosità della situazione e il tempo che stringeva sempre di più.

Quando si tratta che qualcuno sta per morire e puoi seguire in diretta la dipartita, tutti seguono con attenzione. Il fascino della morte è il core business dei media moderni. Ad oggi manca solo un grande fratello con suicidi autorizzati e poi l’audience sarà davvero alle stelle.

Ma questa volta sono TUTTI sopravvissuti. E sapete perché? Grazie al duro lavoro dei soccorritori e sopratutto alla consapevolezza e alla forza dell’allenatore dei ragazzi, un certo  Ekapol Chantawong, 25 anni, guida spirituale, amico e formatore della “squadra dei cinghiali”. Per farvela breve la disavventura è cominciata così: alla fine di una partita mentre stavano rientrando in bicicletta, l’allenatore si ferma assieme ai ragazzi di fronte all’ingresso di una grotta. L’intenzione è quella di scrivere i propri nomi sulle pareti, perché quella giornata rimanga scolpita per sempre. Poi, mentre si trovavano all’interno della grotta, comincia un’improvvisa pioggia stagionale, talmente forte e fitta che fa franare l’ingresso della grotta stessa. Da quel momento Ekapol e i suoi ragazzi (che hanno un’età tra gli 11 e i 17 anni) sono isolati, da soli, al buio e senza nessuno che sappia la loro posizione. Quella giornata stava rimanendo davvero scolpita, ma nella memoria di ciascuno di loro e nel modo più brutto.

L'allenatore che salvò i suoi ragazzi prigionieri nella grotta in Thailandia usando la meditazione

Per 7 giorni rimangono completamente soli, nel buio più totale. Qui comincia la meraviglia.

Ekapol, resosi conto subito della gravità della vicenda e della sua responsabilità nei confronti dei suoi ragazzi, opta subito per la direzione della calma. La direzione più difficile di tutte: mantenere la calma isolati sotto terra con la responsabilità di 12 ragazzi.

Da subito prende i suoi viveri dividendoli completamente tra i ragazzi, affinché mangiassero loro e non lui. Era pronto a morire pur di non perdere un solo ragazzo.

ragazzi grotta thailandia

La cosa più bella però è stata insegnare ai ragazzi a meditare. Proprio lì, nella situazione peggiore della loro vita, Ekapol gli ha insegnato a guardare il lato migliore: la consapevolezza di vivere ancora.

In questo modo i ragazzi avrebbero controllato la respirazione e risparmiato preziosissime energie che gli hanno aiutati a sopravvivere fino all’arrivo dei primi soccorsi.

L'allenatore che salvò i suoi ragazzi prigionieri nella grotta in Thailandia usando la meditazione

I primi sommozzatori che sono arrivati nella grotta raccontano che emergendo hanno visto tutti i i ragazzi meditare, sorridenti, ed accoglierli con gioia e compostezza. Lui, Ekapol, era molto provato, a digiuno completo da giorni ma felice del loro arrivo e profondamente speranzoso nella conclusione della brutta vicenda.

I genitori dei bambini, una volta salvati, non hanno voluto denunciare o accusare l’allenatore, riconoscendo la cura, l’amore e il sacrificio che ha fatto per i loro figli, oltre al grande insegnamento della meditazione.

Questa è una cosa bellissima, in una società dove tutto è motivo per attaccare, questi genitori hanno deciso di perdonare il gesto poco responsabile (che tutti noi, in misura diversa facciamo spesso e volentieri), di tener conto del grande lato positivo della vicenda. I genitori hanno capito che l’amore va premiato sempre e non solo quando viene comodo. Ecco la notizia che ha fatto scappare molti giornalisti e ha tolto dal podio la vicenda mediatica: la consapevolezza e l’amore hanno vinto su tutto il resto.

L'allenatore che salvò i suoi ragazzi prigionieri nella grotta in Thailandia usando la meditazione

Che grande lezione. Insegnare a meditare a dei ragazzi, intrappolati nel buio, sottoterra e senza sapere quando e se arriveranno gli aiuti. Ecco chi è Ekapol ed ecco chi siamo noi, uomini in grado di far questo, ragazzi in grado di fidarsi ciecamente e sorridere carichi di fiducia e genitori che sanno premiare chi ama, con coscienza e consapevolezza che

L’errore è come l’aria, tutti se lo possono permettere, l’amore è l’uso che ne fai di quell’aria. Puoi usarla per parlare, gridare o stare in silenzio e meditare. Quando l’aria è davvero poca, allora hai una scelta da fare in tema di amore. Scegli di amare, sempre.

L'allenatore che salvò i suoi ragazzi prigionieri nella grotta in Thailandia usando la meditazione

Ekapol è rimasto orfano a 12 anni era definito un ragazzo triste e solo. Una grave malattia aveva invaso il suo villaggio, portandogli via mamma, papà e sorella. Come è uso in quelle terre venne preso in custodia dai monaci Buddisti, che non sono quelli che fanno i Buddisti, ma sono proprio I BUDDISTI in persona. Adesso a 25 anni si prende cura dei ragazzi in difficoltà, trasformando lo sport in un mezzo di trasporto verso la felicità pura.

Ekapol è solo un uomo, con i suoi errori e le sue capacità. Hanno vinto le capacità, ma non perché più forti, ma perché comprese proprio grazie all’errore. Tutto nella vita coesiste.

Grazie Ekapol della lezione data e grazie ai tuoi ragazzi per averla compiuta.

L'allenatore che salvò i suoi ragazzi prigionieri nella grotta in Thailandia usando la meditazione

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